Presunto giro di corruzione, falso e frode. Ventotto persone rischiano il processo

Tra gli imputati l’ex vice sindaco di Sannicola, Cosimo Piccione. L’udienza preliminare si terrà il 14 aprile

Rischiano di finire sotto processo in ventotto, nell’ambito della maxi inchiesta su un presunto giro di appalti pilotati, in cambio di favori personali e voti, con il coinvolgimento dell’ex vice sindaco di Sannicola, Cosimo Piccione. Il 60enne era finito in carcere, il 10 luglio scorso, dopo essere stato arrestato insieme ad altre 7 persone (ai domiciliari). Piccione aveva poi ottenuto gli arresti domiciliari, dopo le dimissioni dalle cariche di vice sindaco, assessore e consigliere comunale. Ad ottobre, ottenne la misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Al momento non è sottoposto ad alcuna misura.

L’udienza preliminare si terrà il 14 aprile davanti al gup Giulia Proto che dovrà stabilire se accogliere la richiesta di rinvio a giudizio del pm Patrizia Ciccarese. Gli imputati potranno chiedere anche un rito alternativo.

Tra i 28 imputati compare anche il sindaco di Sannicola, Graziano Scorrano che risulta indagato a piede libero per turbativa d’asta.

E poi, i dipendenti comunali (all’epoca dei fatti) Cosimo Leo, Gianpaolo Miglietta e Marco Mario Prontera. E ancora, Annunziata Fiorella Rocca, funzionaria del Comune di Sannicola e Giordano Carrozzo, Maria Pia Gioffreda (ex consigliera comunale), Walter Cosimo Pennetta.  E ancora,  i rappresentanti di tre società. Si tratta di Nalba società cooperativa, Perulli srl, Salvatore Simone srl.

Tra le persone offese che potranno costituirsi parte civile, vi sono il comune di Sannicola e il Ministero per l’Istruzione.

Il collegio difensivo

Gli imputati sono difesi, tra gli altri, dagli avvocati Luigi Corvaglia, Luigi Covella, Amilcare Tana, Lanfranco Leo, Rocco Vincenti, Francesco Vergine, Giorgio Caroli, Andrea Sambati, Americo Barba, Giancarlo Vaglio, Roberto Sisto, Stefano Zurzolo, Antonio Savoia, Maria Greco. Il centro del sistema, secondo l’accusa, ruotava attorno all’ex sindaco di Sannicola, considerato il promotore di un’associazione per delinquere. Piccione avrebbe posizionato nei posti chiave del comune, una serie di funzionari per condizionare l’andamento della macchina amministrativa (anche dopo la scadenza del mandato di sindaco).

La “rete” sarebbe riuscita, per anni, a pilotare l’assegnazione di appalti pubblici, come quello della messa in sicurezza della scuola primaria o la realizzazione di una velostazione. E ancora per l’affidamento del servizio scuolabus e l’esito di concorsi banditi dal Comune di Sannicola, come quello di istruttore amministrativo.

Tra i casi più eclatanti, emersi nel corso delle indagini, la concessione degli impianti sportivi del Parco del Sergente.

Piccione risponde anche di corruzione in atti giudiziari, poiché avrebbe “condizionato” alcune testimonianze nel corso di un processo penale, offrendo favori come l’istallazione di dissuasori per la sosta dei veicoli. Il riferimento è al processo per presunto mobbing ai danni della funzionaria, all’epoca dei fatti, del settore urbanistica, Silvia Tunno. E proprio nel giorno dell’arresto di Piccione, arrivò per lui anche la condanna ad 1 anno di reclusione (pena sospesa)  per stalking.