Arbitro picchiato per un rigore. Scattano le prime denunce: in 3 nei guai

Ha certamente avuto un grande eco l’aggressione che domenica scorsa, in occasione dell’incontro di 2^ categoria tra l’atletico Cavallino ed il Cutrofiano, ha subito un giovane arbitro.I Carabinieri presentano il primo conto: 3 le denunce.

La notizia, per la sua gravità, ha fatto il giro di tutte le testate giornalistiche locali e nazionali. Non è stato senza ombra di dubbio un alto momento di sport quello che è andato in scena sul campo durante l’incontro di seconda categoria tra Atletico Cavallino e Cutrofiano. Un giovane arbitro, minorenne, è stato letteralmente aggredito: questo è ciò che resta di una gara domenicale. Come se la violenza da sola non fosse da condannare, hanno fatto indignare, e non poco, anche le dichiarazioni del presidente della squadra di casa che hanno trasformato il dopo partita in un putiferio con tutto quello che poi ne è conseguito.

Tutto è nato al 30° minuto della ripresa quando, con il Cavallino in vantaggio per 2 a 1, il giudice di gara ha concesso un secondo rigore agli ospiti per un palese fallo. Decisione che ai padroni di casa non è andata giù: il tiro dal dischetto è stata la miccia che ha innescato la follia. Nemmeno il tempo di capire cosa stesse accadendo che nel rettangolo di gioco dalle parole si è passati ai fatti: stando al racconto di alcuni testimoni che hanno assistito a questa brutta pagina del calcio salentino, al primo pugno che avrebbe colpito il ragazzino ne sarebbero seguiti altri, sferrati pare da alcuni tifosi che nel frattempo avevano scavalcato la rete di recinzione. Alla casacca nera costretta a fischiare l’interruzione della partita per mancanza delle condizioni di sicurezza, non è rimasto altro da fare che trovare rifugio nello spogliatoio, ma questo non ha spento gli animi. Alcuni lo avrebbero seguito sino alla sua cabina per convincerlo animatamente a cambiare decisione e far riprendere il gioco.

La situazione ormai degenerata è stata riportata alla normalità solo grazie all’intervento di un giocatore del Cavallino prima e alle forze dell’ordine poi. Solo allora un’ambulanza del 118 ha potuto soccorrere il giovane arbitro che è stato trasportato al pronto soccorso dell'ospedale Vito Fazzi di Lecce, dove gli sono state diagnosticate lesioni al volto ed al corpo con prognosi superiori a venti giorni.

Come detto, poiché al peggio non c’è mai fine, a ferire forse quanto le botte sono arrivate le pesanti parole del numero uno della dirigenza Ha sbagliato e doveva essere punito. Due schiaffi sono stati pochi, ne meritava di più. Sono stati schiaffi leggeri, potevano essere più forti. Fosse capitato tra le mie mani? L’avrei ammazzato”.

Ovviamente sulla vicenda non potevano che accendersi i riflettori oltre che del prefetto di Lecce, Giuliana Perrotta, che ha sollecitato l’immediata adozione da parte della questura di un daspo, il divieto di assistere a manifestazioni sportive anche dei carabinieri della stazione di Cavallino che, conclusi i primi accertamenti, sono riusciti ad individuare almeno 3 autori delle violenze, non solo fisiche.

Si tratterebbe di un giocatore del Cavallino L.M. queste le sue iniziali, 22enne di Lecce, e di un tifoso cavallinese F.I. già noto un episodio simile anche se di altra natura. Entrambi dovranno rispondere del reato di lesioni personali, ed il secondo anche di violenza privata in concorso con altri, al momento non ancora identificati.

Per il “senior” F.R., il reato ipotizzato è quello di istigazione a delinquere, in considerazione soprattutto alla qualità rivestita nell’ambito sportivo. Le indagini, che certamente non possono ancora dirsi concluse, potrebbero arricchire la rosa dei responsabili.

Con ogni probabilità, ciascuna delle rispettive condotte potrà comportare l’applicazione del noto DASPO.