Associazione di tipo mafioso, traffico di droga e detenzione di armi. In manette 19 persone

L’operazione, denominata Paco, è stata condotta dai Carabinieri del Comando Provinciale alle prime luci dell’alba. Le richieste di custodia cautelare disposte dal Gip del Tribunale di Lecce su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia.

Carabinieri del Comando Provinciale di Lecce hanno condotto alle prime ore della mattinata un'operazione antimafia nei confronti dell'associazione denominata Sacra Corona Unita. L'azione messa in atto dai militari sarebbe stata finalizzata all'arresto di diciannove persone appartenenti al clan De Tommasi-Notaro (quest'ultimo arrestato il 1° dicembre scorso dopo un periodo di latitanza, perché colpito da un'altra misura cautelare in carcere con l'accusa di associazione mafiosa), gruppo operante nel nord della provincia di Lecce, con epicentro a Squinzano.

I provvedimenti sono stati disposti dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Lecce su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. Ai destinatari della richiesta sono contestati i reati di associazione di tipo mafioso di cui all'art. 416 bis, associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, detenzione e porto abusivo di armi anche clandestine, estorsione e rapina.

Nel corso dell'intensa ed articolata attività investigativa sono stati accertati una serie di episodi intimidatori tra membri dello stesso clan. L'obiettivo sarebbe stato il conseguimento della leadership sul territorio, finalizzato al controllo del traffico di stupefacenti e delle altre attività illecite. Le indagini hanno permesso di ricostruire una serie di eventi, in particolare numerose intimidazioni attuate attraverso l'esplosione di colpi d'arma da fuoco contro persone, autovetture ed abitazioni degli affiliati, prologo di una faida interna per la supremazia del gruppo emergente. La classica guerra di mafia per il controllo del territorio, insomma, ormai sempre più la causa delle faide interne tra clan.

In una serie di operazioni distinte, che si sono perfezionate negli ultimi tre anni, sono stati eseguiti numerosi sequestri di droga e di un'arsenale nella disponibilità del clan. Quest'ultimo sequestro, operato dai Carabinieri all'insaputa dei detentori, ha accresciuto negli uomini dell'Arma la preoccupazione di una imminente escalation di violenza da parte della fazione rivale. Nel corso della pianificazione delle azioni di fuoco ai danni degli avversari, gli investigatori sono riusciti a disinnescare ogni minaccia eseguendo numerosi controlli con conseguenti arresti. Nello specifico: 9 persone sono state arrestate in flagranza di reato, nel corso delle indagini di cui 7 per stupefacenti e due per detenzione di armi.

Gli arresti sono stati eseguiti in provincia di Lecce, ma anche rispettivamente uno in Germania e un altro in Svizzera, dove due persone sono ricercate in quanto colpite da mandato di arresto internazionale. I dettagli dell'operazione sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa che si è svolta questa mattina presso il Comando Provinciale dell'Arma alla presenza del Procuratore Capo di LecceCataldo Motta. Delle diciannove ordinanze di custodia cautelare in carcere, sono questi i nomi delle 17 persone raggiunte dal provvedimento: Emanuela Spalluto, 29enne di Novoli; Stefania Viterbo, 50enne di Novoli; Gianluca Tamborrini, 35enne di Squinzano; Cosimo Emiliano Palma, 31enne di Squinzano; Nicola Pierri, 33enne di Squinzano; Sergio Notaro, 55enne di Squinzano; Vincenzo Carone, 57enne di Mesagne; Vladimiro Cassano, 50enne di Squinzano; Gianluca De Blasi, 40enne di Novoli; Salvatore Milito, 43enne di Squinzano; Andrea Spagnolo, 37enne di Squinzano; Andrea Valentino, 30enne di Squinzano; Vincenzo Stippelli, 37enne di Squinzano; Alfredo Scazzi, 36enne di Squinzano; Paolo Scazzi, 26enne di Squinzano; Antonio Pierri, 31enne di Squinzano; Franco Pierri, 63enne di Squinzano. Gli altri due sono Danilo Campanelli De Santis, 43enne di Squinzano; e Andrea Pierri (cugino di Antonio), 27enne di Squinzano.



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