Estorsione a due fratelli per una compravendita immobiliare? Avvocato a processo con rito abbreviato

Tutto nasce dalla compravendita di un complesso immobiliare nel centro di Lecce. Sul banco degli imputati compare un 70enne, avvocato civilista.

Sarà giudicato con il rito abbreviato un avvocato accusato di estorsione ai danni di due fratelli, soci di un azienda. Dinanzi al gup Alcide Maritati, si è svolta in mattinata l’udienza preliminare. Il giudice ha accolto l’istanza della difesa ed ha fissato per il 12 maggio la data della discussione. I due fratelli, intanto, si sono costituiti parte civile con l’avvocato Pantaleo Cannoletta.

L’imputato, un 70enne avvocato civilista del Foro di Lecce, è assistito dagli avvocati Donato Mellone e e Francesco Galluccio Mezio. Risponde dell’ipotesi di reato di estorsione aggravata.

Ricordiamo che nel giugno del 2020, il gip Giovanni Gallo ha rigettato la richiesta di archiviazione del pm Giovanni Gallone, disponendo l’imputazione coatta del legale. Secondo il giudice, non ci sarebbero riscontri sul fatto che la somma di denaro fosse stata pattuita come corrispettivo di una prestazione professionale.

Le indagini hanno preso il via dalla denuncia presentata dalle presunte vittime di estorsione.

Tutto nasce dalla compravendita di un complesso immobiliare nel centro di Lecce, nel 2010. L’azienda ottiene il mutuo dalla Banca che concede il prestito, ma richiedendo una fideiussione di oltre 400 mila euro. Vista la crisi del settore, i due fratelli cercano un acquirente per rivenderlo. Ma prima del preliminare di vendita, l’avvocato che ricopriva l’incarico di legale della ditta, chiede che gli venga corrisposta la somma di 110 mila euro.

I due fratelli lo pagano, ma poi decidono di presentare denuncia contro di lui.



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