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Gioco erotico finito male: sconto di pena in appello per Soter Mulè

by Angelo Centonze
11 Giugno 2015 18:46
in Cronaca
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Era stato condannato in primo grado, poiché accusato di avere avuto responsabilità nella morte della 23enne di Guagnano, Paola Caputo e adesso beneficia di uno sconto di pena in appello. Per l'ingegnere Soter Mulè, 47 anni, condannato a 4 anni ed 8 mesi dal Gup a conclusione del processo col rito abbreviato, è arrivata una sentenza di condanna anche nel processo tenutosi oggi a Roma di fronte alla I Corte d'assise d'appello di Roma, presieduta da Mario Lucio D'Andria a latere Giancarlo De Cataldo (conosciuto anche come lo scrittore di Romanzo Criminale), ma a 3 anni di reclusione. 

La famiglia Caputo si era costituita parte civile ed è difesa dall'avvocato Francesca Conte che affianca la collega avv. Maria Calisse di Roma. Ricordiamo che la studentessa di Guagnano, perse la vita per soffocamento, nella notte tra il 9 e il 10 settembre 2011 durante un gioco erotico in un garage di un palazzo di via di Settebagni, a Roma. Soter Mulè, in base alle ricostruzioni dell’accusa, aveva coinvolto due giovani, tra cui Paola Caputo, in un gioco erotico conosciuto come bondage, di matrice giapponese. La ragazza di Guagnano era morta soffocata dal cappio che aveva intorno al collo, e un'altra era rimasta ferita. Mulè ha sempre detto che tutto fu un incidente, una fatalità, e che il suo ruolo si era limitato solo all'assistere ai 'giochi'.

Le indagini si conclusero con il rinvio a giudizio dell'ingegnere con il capo d’imputazione di omicidio preterintenzionale e lesioni dolose gravi. Poi il giudizio di primo grado si concluse con la condanna per omicidio colposo aggravato dalla previsione dell’evento e lesioni colpose, visto che per lo svolgimento della pratica erotica sarebbe stato necessario il consenso delle ragazze.

La riduzione della pena è stata decisa valutando un secondo reato contestato a Mulè: quello delle lesioni colpose a un'altra ragazza coinvolta nei 'giochi' di quella sera. In questo caso, i giudici hanno dichiarato il non doversi procedere per difetto di querela, scorporando dalla pena principale quanto previsto per il secondo reato contestato.

Tags: giochi-erotici
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