Giro di usura a Monteroni: condannato ad 1 anno e 4 mesi un avvocato civilista

Il Gup Giovanni Gallo ha emesso una sentenza di condanna per l’avvocato civilista ed ex consigliere comunale pro-tempore di Monteroni, Fabio Frassanito, per il reato di usura. Assoluzione per Luciano Scardia, 45enne, anche lui monteronese, accusato di favoreggiamento.

La complessa inchiesta sul giro di usura che ha coinvolto imprenditori e politici di Monteroni,  ottiene il suo primo verdetto innanzi al giudice.
Il Gup Giovanni Gallo ha condannato nel processo in abbreviato, l’avvocato civilista ed ex consigliere comunale pro-tempore di Monteroni, Fabio Frassanito 62 anni ad 1 anno e 4 mesi (pena sospesa) per il concorso nel reato di usura.
 
Il giudice ha ritenuto l'imputato, colpevole in merito ad un unico episodio, mentre per tutte le altre cinque contestazioni è stato assolto. Assoluzione per Luciano Scardia, 45enne, anch'egli monteronese. Il Sostituto Procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia Alessio Coccioli, nella scorsa udienza aveva invocato una pena di 2 anni per Frassanito, e di 6 mesi nei confronti di Scardia, accusato di favoreggiamento.
 
Il pm aveva chiesto, per entrambi, anche l'assoluzione per i reati di tentata estorsione. I difensori dei due imputati, gli avvocati Luigi Rella, per Frassanito e Giancarlo Dei Lazzaretti per Scardia, avevano invece invocato l'assoluzione piena per i propri assistiti.
 
Sempre durante l'udienza del 9 dicembre scorso, il gup Gallo aveva disposto il rinvio a giudizio di: Domenico Giancane 61enne; Fabio Cuna 41enne; Giovanni Paolo Sisto 45 anni; Gianfranco Pati 55enne (tutti monteronesi); Stefano Pellegrino 31 anni di Villa Convento; Tommaso Verardi 74 enne di Lecce e Pierluigi De Giorgi 38anni di San Cesario. Per loro, il processo è iniziato il 6 luglio2015 dinanzi ai giudici delle seconda sezione penale in composizione collegiale. Questi rispondono a vario titolo di usura continuata ed esercizio abusivo di attività finanziaria, tentata estorsione in concorso, favoreggiamento personale e concorso in false fatturazioni. I sette imputati sono difesi dagli avvocati Massimo Bellini, Giuseppe Bonsegna, Giuseppe Romano, Vittorio Vernaleone, Francesco De Lcua e Giuseppe Milli.
 
Secondo l'accusa, Giancane titolare di "Edil Giancane" e "Maga" è considerato uno dei principali protagonisti della vicenda e avrebbe concesso, tra il 2011 ed il 2013, prestiti, con tassi d'interesse fino al 75% e numerosi solleciti di pagamento, accompagnati da pesanti minacce con l'appoggio di alcuni elementi della criminalità organizzata, legati al clan Tornese. Il suo fedele collaboratore era invece Guido, anch'egli di Monteroni, che secondo la Procura era incaricato di tenere la contabilità. Frassanito, invece, avrebbe avuto il ruolo di "consigliere" di Giancane, mentre l'imprenditore Pati, era "utilizzato" per il recupero crediti.
 

L'inchiesta ha raggiunto un buon esito grazie alle denunce presentate da tre imprenditori e per mezzo delle intercettazioni telefoniche effettuate dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Lecce. Nella scorsa udienza si sono costituiti parti civili, costituite due imprenditori, difesi dall'avvocato Vincenzo Mariano.



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