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Intascarono i soldi di 170 clienti ingannando l’assicurazione? Broker leccese patteggia la pena, gli altri rinviati a giudizio

by Angelo Centonze
16 Marzo 2017 22:14
in Cronaca
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Un broker leccese patteggia la pena di due anni, con sospensione della stessa, per una presunta truffa a numerosi clienti e ad alcune compagnie assicurative. 

Il gup Alcide Maritati ha dunque accolto l'istanza del difensore Enrico Cimmino. Il legale ha in precedenza "concordato" la pena con il pubblico ministero Maria Rosaria Micucci per F. B. A. C., 70 anni di Lecce. Gli altri quattro imputati sono stati invece rinviati a giudizio e dovranno presentarsi in data 25 maggio per l'inizio del processo, innanzi al giudice monocratico Silvia Minerva. Si tratta di: M. I., 69 anni; i due figli A. C., 42enne e S. A. C., 37 anni; I. M., 37enne,  di Lecce.

Tutti gli imputati rispondono delle ipotesi di reato di truffa aggravata e continuata, fraudolento danneggiamento di beni assicurati, appropriazione indebita. Invece, il pm in sede di udienza preliminare ha escluso l'accusa di associazione a delinquere, formulata nell'ottobre scorso nella richiesta di rinvio a giudizio.
 
I fatti contestati si riferiscono al periodo compreso tra febbraio del 2012 e maggio del 2013. La Procura leccese ritiene che F. B. A. C. ed A. C. assieme agli altri imputati, abbiano falsificato e alterato le polizze auto e la documentazione richiesta per la stipula dei contratti, compresi i tagliandi assicurativi. Sarebbero ben 170 le persone truffate, per una somma complessiva di oltre 20mila euro. Le presunte vittime avrebbero consegnato ai broker il denaro a titolo di premi, relativo alle polizze RC auto in scadenza; mentre, numerose compagnie assicurative non avrebbero mai ricevuto tali somme.

Il raggiro, secondo gli inquirenti, sarebbe avvenuto in questa maniera. Veniva stampato il preventivo on line della compagnia, modificato ad arte (rimuovendo la parte superiore) e poi consegnato agli interessati come contratto assicurativo provvisorio; si provvedeva a contraffare il tagliando, a rimuovere la data di scadenza e a modificare i dati relativi al contraente, alla targa e agli importi, rassicurando i clienti che avrebbero presto ricevuto il tagliando definitivo. Anche la documentazione veniva contraffatta, attraverso un "collage" di più documenti simili ai format delle compagnie assicuratrici, creando così un contratto provvisorio per la circolazione. 

Infine, i broker inviavano la ricevuta di pagamento alla compagnia, inducendola in errore e facendosi inviare la documentazione provvisoria e definitiva; quindi revocavano i bonifici eseguiti e quando questa ravvisava il mancato pagamento, chiedeva all'assicurato di regolare la posizione. Le richieste rimanevano senza una risposta, poiché i broker provvedevano, in fase di registrazione del contratto, ad inserire un'utenza telefonica a loro intestata, creando circa 200 account con il medesimo dominio e con le generalità degli assicurati, in modo da ricevere personalmente i reclami dell'agenzia e non destare sospetti nei clienti. Infine, consegnavano ai procuratori della compagnia, a titolo di garanzia e cauzione per il pagamento del credito, corrispondente secondo l'accusa a oltre 43mila euro, assegni risultati impagati, poiché tratti su conti correnti privi di provvista. Inoltre, in alcuni casi, gli imputati in relazione a tali somme si sarebbero appropriati degli importi dovuti all'erario e all'Asl, rilasciando dichiarazione di avvenuto pagamento anche ai fini della detrazione fiscale.

Le indagini sono state coordinate dal pubblico ministero Antonio Negro e successivamente dalla dr.ssa Angela Rotondano e condotte dei Carabinieri della Compagnia di Lecce.

F.B.A.C. è stato anche raggiunto dalla misura interdittiva temporanea dell'esercizio dell'attività professionale. Nel corso dell’interrogatorio di garanzia davanti al gip Giovanni Gallo, l'uomo ha respinto fermamente le accuse.

Tags: truffe-alle-assicurazioni
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