Inchiesta ‘Hydruntiade’, i fratelli Cariddi saranno interrogati in carcere dai pm

Nei giorni scorsi i legali dei fratelli Cariddi di Otranto avevano depositato la richiesta di interrogatorio in carcere e l’istanza è stata accolta dalla Procura.

Fissato l’interrogatorio con i pm per i fratelli Cariddi arrestati il 12 settembre scorso nell’ambito dell’inchiesta “Hydruntiade” che ha provocato un terremoto giudiziario nel Comune di Otranto.

Pierpaolo Cariddi, sindaco dimissionario di Otranto (assistito dagli avvocati Gianluca D’Oria ed Alessandro Dello Russo) e Luciano Cariddi, “primo cittadino” fino al 2017 (difeso dagli avvocati Viola Messa e Michele Laforgia) verranno sentiti il 19 ottobre in carcere e potranno fornire la loro versione dei fatti in merito alle contestazioni della Procura.  I due indagati rispondono di associazione a delinquere, corruzione per l’esercizio della funzione e per un atto contrario ai doveri d’ufficio, falso ideologico.

Ricordiamo che nei giorni scorsi, i loro legali avevano depositato la richiesta di interrogatorio, dopo avere avuto modo di esaminare il corposo fascicolo d’indagine. L’istanza è stata accolta dal procuratore aggiunto Elsa Valeria Mignone e dal sostituto procuratore Giorgia Villa, titolari dell’inchiesta.

In precedenza, i due non hanno risposto alle domande del gip Cinzia Vergine, scegliendo la via del silenzio. Difatti, al termine dell’interrogatorio di garanzia, presso il penitenziario di Borgo San Nicola dove sono ristretti, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.

I legali dei fratelli Cariddi non hanno invece presentato ricorso al Tribunale del Riesame contro l’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Stesso discorso per gli altri indagati agli arresti domiciliari. Giuseppe Tondo, ex responsabile dell’ufficio paesaggistico, ritenuto l’organizzatore dell’associazione (difeso dall’avvocato Corrado Sammarruco); Emanuele Maggiulli, ex dirigente comunale (avvocati Luigi Covella ed Antonio Quinto); l’imprenditore Roberto De Santis, assistito dall’avvocato Giuseppe Fornari, hanno scelto di non rivolgersi al Riesame.

Invece, è stato fissato il ricorso per martedì prossimo, per Marco Maggio (avvocati Luigi Corvaglia ed Antonio Costantini), considerato un prestanome del sindaco e Salvatore Giannetta, attivo nel settore dei supermercati (avvocati Luigi Corvaglia e Sergio Schito). Si sono rivolti al Riesame anche l’imprenditore Luigi Bleve, (avvocati Luigi Rella e Salvatore Brillante) e Roberto Aloisio, istruttore dell’ufficio tecnico (avvocati Carlo Viva e Francesco Romano).

Nel corso delle indagini sarebbe emerso un vero e proprio sistema per il rilascio di autorizzazioni e per affidamenti di lavori anche attraverso concessioni comunali artefatte, in cambio del sostegno elettorale da parte di imprenditori amici. La Procura, infatti, parla di un “sistema Cariddi” con cui si faceva ricorso anche alle minacce nei confronti di pubblici ufficiali.



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