Morte in ospedale di un 80enne di Salice Salentino: il giallo s’infittisce. Lunedì l’autopsia

Dalle ulteriori indagini, emergerebbero altre denunce. Una sarebbe stata sporta nell’agosto scorso, proprio dall’anziano signore che lamentava la sparizione di circa 2mila euro dal proprio conto. A prelevare il denaro sarebbe stato il nipote. Lunedì verrà eseguita l’autopsia.

Tribunale

Nuovi sviluppi nell’inchiesta sulla morte di un 80enne di Salice Salentino, deceduto lo scorso 16 marzo all’Ospedale “Vito Fazzi” di Lecce.
Dalle ulteriori indagini, emergerebbero altre due denunce. La prima sarebbe stata sporta nell’agosto scorso, proprio dall’anziano signore. L’uomo lamentava la sparizione di circa 2mila euro dal proprio conto corrente. Gli accertamenti contabili e la verifica delle immagini di video sorveglianza dell’istituto bancario avrebbero riservato una sorpresa. A prelevare il denaro ( impossessandosi presumibilmente della carta bancomat dello zio, a sua insaputa) in diverse tranche, sarebbe stato il nipote, che dunque risulta indagato, nell’ambito di questo precedente procedimento. Naturalmente, bisognerà ora verificare le circostanze dell’accaduto. L’altra denuncia, invece, sarebbe stata presentata dalla convivente (anche in questo caso occorrerà capire se lo fosse realmente ) molto più giovane di lui. Ella riferiva di abusi sessuali per mano dell’80enne.

Intanto, lunedì prossimo, si terrà l’autopsia sul corpo dell’uomo e sarà affidata al medico legale Alberto Tortorella.
Ricordiamo che il Pubblico Ministero, Stefania Minnini ha aperto un’inchiesta per fare chiarezza sulla morte dell’80enne di Salice Salentino. Come atto dovuto, è stata indagata la convivente, molto più giovane di lui. Risponde, almeno per il momento, di maltrattamenti e morte come conseguenza di un altro reato. Soltanto ipotesi che dovranno trovare conferma.

Le altre denunce

L’inchiesta è nata dalla denuncia presentata, circa un mese e mezzo fa, dal nipote dell’uomo che ha raccontato una serie di maltrattamenti subiti dal parente costretto dalla donna, con cui aveva intrecciato una relazione, a vivere in stato di abbandono. Un quadro di degrado e di estrema incuria è ciò che sarebbe emerso in casa dell’anziano.

Quando le condizioni di salute si sono aggravate, a causa di una situazione di disidratazione, l’uomo è stato ricoverato in Ospedale dove è rimasto per oltre 15 giorni, fino al drammatico epilogo. L’anziano, come detto, è morto in circostanze misteriose su cui, ora, la famiglia chiede di fare luce.

Dopo il decesso, un’altra nipote ha sporto denuncia nei confronti della convivente ( o presunta tale), ritenendola, in qualche modo, responsabile del peggioramento dello stato di salute dello zio. Dunque, si dovrà verificare se, in effetti, l’uomo era “costretto” dalla signora, di trent’anni più giovane, a vivere tra le mura di casa in condizioni di abbandono materiale. Non solo, poiché bisognerà ricostruire la dinamica dei fatti, durante la degenza in ospedale. Capire, se l’ulteriore aggravamento delle condizioni dell’80enne di Salice siano riconducibili al comportamento della giovane donna. Tra l’altro, nei giorni precedenti al decesso, l’anziano signore avrebbe ricevuto da quest’ultima, come riferito dai familiari, una visita in Ospedale.
Le indagini sono state inizialmente condotte dai Carabinieri della locale stazione. Adesso sono i carabinieri di Lecce Principale a portare avanti gli accertamenti.



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