Uno studente universitario, accusato di un ricatto a sfondo sessuale verso un compagno di corso, costretto a dargli oltre 5 mila euro, per evitare che l’amico rivelasse il suo orientamento sessuale, è stato condannato a 2 anni e 6 mesi di reclusione ed a 800 euro di multa, per estorsione.
La sentenza è stata emessa nelle scorse ore dal giudice monocratico Fabrizio Malagnino, al termine del processo con rito abbreviato condizionato a una perizia psichiatrica che ha accertato la capacità d’intendere e di volere dell’imputato.
Il giovane, un 28enne tarantino, dovrà risarcire in separata sede e con una provvisionale complessiva di 18mila euro, l’ormai ex compagno di corso (da tempo si è trasferito in un’altra città) ed il padre di quest’ultimo che erano parte civile con l’avvocato Anna Grazia Maraschio.
Secondo l’accusa, rappresentata dal pm Alberto Santacatterina, tra il 2018 ed il 2022, lo studente, residente all’epoca dei fatti in un paese del leccese, subì una serie di minacce dal collega tarantino. Il 28enne pretendeva una serie di somme di denaro. Nel corso del tempo, le richieste, attraverso messaggi su whatsapp e mail, però, si fecero sempre più insistenti. Ed il giovane tarantino, sostiene l’accusa, arrivò a chiedere ed a ottenere dalla vittima, somme di denaro fino a 5.575 euro complessivi, per non rivelare il contenuto delle loro conversazioni. Il 28enne infatti finì per minacciarlo di rovinargli la reputazione, diffondendo sui social, informazioni sui suoi orientamenti sessuali.
Dopo la denuncia del dicembre del 2022, venne aperta un’inchiesta che si avvalse di una consulenza informatica sul contenuto dei telefoni dei due compagni di corso.
E si è arrivati, al rinvio a giudizio dell’imputato, disposto dal gup Anna Paola Capano e poi alla condanna, a conclusione del processo di primo grado.
L’imputato, difeso dall’avvocato Maurizio My, potrà fare ricorso in Appello.
