Dove doveva esserci solo il “rumore” dei festeggiamenti di Capodanno, ma tra le celebrazioni per il nuovo anno si è insinuato il suono secco di uno sparo. A premere il grilletto, stando alle ricostruzioni, sarebbe stato un 41enne che, durante una lite accesa con la ex moglie, avrebbe impugnato una pistola e sparato, ferendo un uomo che aveva cercato di calmare gli animi e difendere la donna dalla violenza. È accaduto a Nardò, davanti a una palazzina diventata improvvisamente teatro di una vicenda che avrebbe potuto avere un epilogo più drammatico.
Tutto si è consumato in pochi, concitati, minuti. In base a quanto raccontato, una donna si trovava con una amica e il figlio più piccolo di sette anni a pochi passi dalla porta dell’edificio, quando si è trovata faccia a faccia con l’ex marito, un 41enne originario di Gallipoli. Con lui c’era anche il figlio maggiore, di 14 anni.
Stando ai fatti, l’uomo avrebbe cominciato a inveire contro l’ex moglie. Una discussione accesa, fatto di urla e minacce, che non sono rimaste inascoltate ai residenti. Un 51enne, che abita nella zona, sarebbe sceso in strada con l’intento di calmare gli animi e difendere la donna.
È stato in quel momento che la situazione è precipitata. Il 41enne, con alle spalle un divieto di avvicinamento, avrebbe estratto la pistola, minacciando di aprire il fuoco noncurante dei bambini e dei passanti scesi in strada. Poi il colpo: il proiettile ha raggiunto l’uomo, estraneo alla lite e coinvolto solo per il tentativo di mediazione. L’aiuto gli è costato una ferita al polpaccio e al piede destro.
Il 51enne si è accasciato a terra, sanguinante. I primi soccorsi sono arrivati dai presenti, seguiti poco dopo dall’intervento del 118, intenvenuto con una ambulanza e un’auto medica. Trasportato in codice rosso all’ospedale, è rimasto sempre cosciente e, fortunatamente, non sarebbe in pericolo di vita.
Dopo lo sparo, l’autore del gesto si è dato alla fuga. Rintracciato in serata dalla polizia, è stato condotto al commissariato di Gallipoli per essere ascoltato. Sul luogo della sparatoria sono intervenuti gli agenti del commissariato di Nardò e la polizia scientifica che ha effettuato i rilievi.
Resta l’amarezza per una vicenda che poteva trasformarsi in tragedia e che riaccende i riflettori sul tema della violenza domestica e delle sue conseguenze, soprattutto quando a farne da silenziosi testimoni – e vittime indirette – sono i bambini.
