“Notte di San Rocco” di Torrepaduli, arriva un’assoluzione al termine del processo

Si conclude con l’assoluzione uno dei processi sulla presunta truffa per ottenere finanziamenti pubblici per la “Notte di San Rocco” di Torrepaduli

Si conclude con l’assoluzione uno dei processi relativi all’inchiesta sulla presunta truffa per ottenere finanziamenti pubblici per la “Notte di San Rocco” di Torrepaduli. Sul banco degli imputati compariva Cesare Vernaleone, 61enne leccese, titolare dell’omonima impresa individuale “Vernaleone Cesare-La notizia”. I giudici della seconda sezione collegiale (presidente Pietro Baffa), nelle scorse ore, hanno assolto l’imputato con formula piena, perché il fatto non sussiste, accogliendo l’istanza degli avvocati Sabrina Conte e Carlo Viva.

Cesare Vernaleone rispondeva delle ipotesi di reato di abuso d’ufficio e truffa, ma il gup Giulia Proto, lo aveva già prosciolto per alcuni episodi risalenti al 2013 ed al 2014, per intervenuta prescrizione.

Precedentemente, il gup Marcello Rizzo, sempre al termine dell’udienza preliminare, aveva rinviato a giudizio Pasquale Luigi Gaetani, 64enne di Ruffano, ex assessore provinciale, nonché presidente della “Fondazione Notte di San Rocco-pizzica, tamburello, scherma in ronda” e la componente del consiglio di amministrazione, Maria Ester Cardigliano, 44enne di Ruffano.

Sul banco degli imputati compare anche la “Fondazione Notte di San Rocco di Torrepaduli”. Il gup aveva prosciolto tutti gli imputati, tra cui Anna Tommasina Viva, 56enne di Ruffano, dall’accusa di abuso d’ufficio, “perché il fatto non è previsto dalla legge come reato“. Non solo, poiché il gup aveva dichiarato estinti per prescrizione altri due episodi di truffa.

Il processo è in corso davanti al giudice monocratico.

Gli imputati sono assistiti dagli avvocati: Luigi Corvaglia, Alberto ed Arcangelo Corvaglia e Francesco Vergine.

L’inchiesta

Secondo l’accusa rappresentata dal pm Francesca Miglietta, il Presidente Gaetani, attraverso la Fondazione, avrebbe beneficiato complessivamente, tra il 2013 e il 2016, di finanziamenti pubblici per circa 155mila euro, utilizzando come giustificativi di spese, le fatture fittizie della ditta “Vernaleone Cesare-La notizia”.

In particolare, Gaetani e Vernaleone avrebbero ottenuto, nel settembre del 2013, un primo contributo dalla Provincia di Lecce del valore di 50mila euro a favore della Fondazione “Notte di San Rocco-Pizzica, Tamburello, Scherma in ronda” (costituita nel giugno del 2008), che aveva quale scopo statutario, la conservazione e la valorizzazione delle tradizioni culturali legate all’evento della festa in onore di San Rocco. Secondo la Procura, pur non avendone diritto, poiché non avrebbero provveduto all’iscrizione della Fondazione nel registro delle persone giuridiche private della Regione Puglia.

Inoltre, nel 2014, i due assieme ai componenti del consiglio di amministrazione, avrebbero costituito la nuova Fondazione “Notte di San Rocco di Torrepaduli”, ottenendo dalla Provincia un altro sostanzioso contributo di 50mila euro per l’organizzazione dell’evento. Questi episodi sono stati dichiarati prescritti dal giudice.

In più, avanzavano richiesta di contributi per 10mila euro (nel 2015) e di 15mila euro (per il 2016), al Sindaco di Ruffano, inducendo in errore la giunta comunale.

Non solo, poiché nel 2014 la Fondazione avrebbe ottenuto illecitamente, il sostegno economico per il valore di 30mila euro, dal Consiglio Universitario Interprovinciale Salentino.

Come detto al termine del processo, sono cadute tutte le accuse a carico di Vernaleone.

Il sequestro

Nel giugno del 2018, il gip Vincenzo Brancato con apposito decreto, ha disposto il sequestro per equivalente di 155mila euro (tra cui una villa), nei confronti di Pasquale Luigi Gaetani e la misura cautelare della sanzione interdittiva per la Fondazione, consistente nell’esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi, e della revoca di quelli già concessi, per la durata di un anno (da parte del Comune di Ruffano e della Regione Puglia).

Successivamente, il Riesame ha accolto l’istanza presentata dall’avvocato Luigi Corvaglia, disponendo la restituzione dei beni e l’annullamento della misura.

Le indagini hanno preso il via, dagli esposti presentati nel 2014 dal vice presidente della “Fondazione Notte di San Rocco-Pizzica, Tamburello, Scherma in ronda”, Luigi Frisullo, e dai consiglieri Antonio Morello e Francesco Romano. Sono tutti difesi dall’avvocato Giancarlo Sparascio.