Omicidio Caramuscio. Procura dispone accertamenti balistici e biologici. La doppia consulenza affidata ai Ris

Il doppio incarico sarà conferito il 30 agosto dal pm Alberto Santacatterina che conduce le indagini sull’omicidio dell’ex direttore di banca.

Una doppia consulenza per far piena luce sull’omicidio dellex bancario Giovanni Caramuscio, freddato con due colpi di pistola, il 16 luglio scorso, nei pressi dello sportello bancomat a Lequile. Il pm Alberto Santacatterina, in data 30 agosto, conferirà l’incarico al maresciallo capo dei Ris di Roma, Stefania Alleva. Il consulente, attraverso un accertamento tecnico irripetibile, dovrà accertare la compatibilità balistica tra i proiettili ed i bossoli rinvenuti sul luogo del delitto e la pistola sequestrata all’interno dell’abitazione Paulin Mecaj.

Il 30enne di origini albanesi, ma residente a Lequile è indagato per omicidio volontario ed è ritenuto l’autore materiale dell’assassinio di Giovanni Caramuscio. Ricordiamo, inoltre, che i carabinieri hanno rinvenuto nella sim del suo cellulare, quattro foto “sospette” mandate ad un amico. In una di esse è ritratta una pistola conservata nella custodia. Le altre mostrano invece il caricatore ed i proiettili. Inoltre, è stato inviato un video che lo ritrae mentre si esercita con una pistola. Non solo, poiché nelle ore successive allomicidio, una parente delluomo, ascoltata dagli inquirenti, ha dichiarato: “mentre stavo riordinando nella stanza dove dorme Paulin, ho notato che sotto il cuscino vi era una pistola di colore nero”.

Sempre il 30 agosto, il pm Santacatterina conferirà l’incarico al maggiore dei Ris Cesare Rapone, per un altro accertamento tecnico irripetibile finalizzato ad accertare l’esistenza di tracce biologiche  sugli abiti, sul passamontagna e sul portafogli in sequestro, estraendo ( in caso di esito positivo) i profili genetici che saranno comparati con quelli dei due indagati. Oltre a Mecaj, risponde di omicidio in concorso anche il presunto complice Andrea Capone, 28enne originario di Tricase, ma residente a Lequile. Quest’ultimo sarebbe stato incastrato da una felpa e dallesame del telefonino in uso a Mecaj, poiché sarebbe risultato che lutenza intestata a Capone veniva ripetutamente contattata nei giorni precedenti alla rapina.

I due si sono avvalsi della facoltà di non rispondere nel corso delludienza. Il gip Laura Liguori ha poi convalidato il fermo e confermato il carcere per entrambi. Paulin Mecaj èdifeso dagli avvocati Luigi e Roberto Rella. Andrea Capone è difeso dagli avvocati Raffaele Francesco De Carlo e Maria Cristina Brindisino. I familiari di Giovanni Caramuscio, 69 anni di Monteroni sono invece assistiti dallavvocato Stefano Pati. I legali potranno nominare un consulente tecnico di parte, in vista dei suddetti accertamenti investigativi dei Ris che si svolgeranno a Roma.