Operazione “Short message” su traffico di droga: quasi tutti gli arrestati fanno “scena muta”

Soltanto Colona, Corpus e Calò hanno rilasciato spontanee dichiarazioni, respingendo le accuse. Domani continueranno gli interrogatori degli altri indagati, tra cui quelli ristretti ai domiciliari.

Al via, nella mattinata, gli interrogatori di garanzia degli indagati sottoposti a misura cautelare, nell’ambito dell’inchiesta “Short message”.

Dinanzi al gip Cinzia Vergine, dal carcere di Borgo San Nicola, si sono presentati: Ivan Abate, 39enne di Taurisano; Stefano Bleve, 40enne di Corsano; Antonio Calò, 46enne leccese; Omar Alberto Caloro, 28enne di Tricase; Omar Capece, 28ene di Alessano; Giulio Carangelo, 50enne di Taurisano; Donato Rosario Colona, 42enne di Taurisano; Roberto Corpus, 53enne di Lecce; Dario De Angelis, 29enne di Tricase; Mario De Luca, 42enne di Lecce; Luca Andrea Frattolillo, 33enne di Tricase; Alessandro Manni, 46enne di Taurisano; Sergio Margoleo, 26enne di Ugento; Gianni Martella, 32enne di Corsano; Simone Martella, 35enne di Tiggiano; Pasquale Nestola, 49enne di Collemeto.

La maggior parte si è avvalso della facoltà di non rispondere. Soltanto Colona, Corpus e Calò hanno rilasciato spontanee dichiarazioni, respingendo gli addebiti.

Rispondono, a vario titolo ed in diversa misura, di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, detenzione di droga finalizzata allo spaccio, estorsione e detenzione e porto abusivo di armi.

Domani vi saranno gli interrogatori degli altri arrestati, tra cui quelli ristretti ai domiciliari.

Gli indagati sono assistiti, tra gli altri, dagli avvocati: Luca Puce, Rita Ciccarese, Tony Indino, Pantaleo Cannoletta, Silvio Caroli, Vincenzo Del Prete, Biagio Palamà, David Alemanno, Fabio Ruberto, Mario Ciardo, Luigi Piccinni, Viola Messa, Marino Giausa, Luigi e Alberto Corvaglia, Antonio Manco.

Il nome “Short message” fa riferimento ai brevi messaggi di testo in cui si faceva riferimento all’acquisto ed alla vendita di stupefacente.

L’indagine, condotta dai carabinieri di Tricase, guidati dal capitano Alessandro Riglietti, tra ottobre del 2015 al dicembre del 2017, ha permesso di sgominare due associazioni criminali.

Non solo droga, ma anche disponibilità di armi e un caso di estorsione per minacciare gli acquirenti “morosi” o i rivali, è ciò che emerge nelle circa 300 pagine di ordinanza cautelare che ha raggiunto 41 persone.



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