Percosse ed insulti a bambini di scuola materna: chiesta condanna a quattro anni per maestra di Trepuzzi

Il processo è stato aggiornato al 6 febbraio prossimo, quando il giudice monocratico dovrebbe pronunciare la sentenza. I genitori di alcuni bambini si sono costituiti parte civile.

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Chiesta la condanna a 4 anni per la maestra di Trepuzzi accusata di percosse, vessazioni ed insulti a bambini di poco più di tre anni. Non solo, poiché la Pubblica Accusa ha invocato l’interdizione dall’insegnamento per cinque anni. R. C. P. , 54enne, risponde delle accuse di maltrattamenti e violenza privata aggravati. Dopo la requisitoria del pm, hanno preso la parola gli avvocati Antonio Savoia e Marco Pezzuto, difensori dell’imputata, che hanno chiesto l’assoluzione per la propria assitita.

Subito dopo, gli avvocati Ester Nemola, Giuseppe Lefons, Salvatore Arnesano, legali di parte civile per i genitori di alcuni bambini, si sono “allineati” alla richiesta di condanna della Procura.  Il processo è stato aggiornato al 6 febbraio prossimo, quando il giudice monocratico Maddalena Torelli dovrebbe pronunciare la sentenza.

Le accuse

Secondo l’accusa rappresentata dal pm Roberta Licci, la maestra, all’epoca dei fatti in servizio presso una Scuola Materna di Surbo (in seguito è stata sottoposta alla misura interdettiva del divieto di esercizio di una pubblica funzione), durante l’anno scolastico 2010/2011, avrebbe pronunciato in svariate occasioni, parolacce ed offese in dialetto nei confronti dei bimbi. Inoltre, più di una volta, avrebbe percosso gli scolari con schiaffi e altri colpi “proibiti”, tra cui un bambino straniero, pronunciando la frase ” tantu quistu nu capisce”. In un’occasione, addirittura, avrebbe colpito un alunno con una matita appuntita, tanto da provocargli un buco sulla mano e la fuoriuscita di sangue. Non solo, poiché la maestra avrebbe obbligato un altro bambino a restare chiuso nel bagno, come punizione qualora si fosse fatto addosso i propri bisogni.

Gli episodi non si sarebbero limitati all’anno scolastico 2010/2011. Nel 2012/2013 infatti, secondo l’accusa, la maestra durante il suo servizio in un’altra sezione, avrebbe continuato a inveire contro alunni di tre o quattro anni, con pesanti insulti. Inoltre, avrebbe colpito una bimba con un raccoglitore per anelli ( prelevato a suo dire da un armadio, senza permesso). Infine, avrebbe costretto uno scolaro a raccogliere una polpetta da terra ed a mangiarla, sferrandogli un pugno con le nocche delle dita e per questo episodio risponde anche di violenza privata.

Durante il dibattimento, fra i vari testimoni è stata ascoltata la preside della scuola e di un’altra di Bari dove la maestra aveva prestato servizio. Hanno dichiarato che molti genitori si erano lamentati dei suoi comportamenti quanto meno irrituali. Sono stati sentiti anche diversi genitori ed una psicologa che hanno confermato le accuse.



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