A pesca nell’Area Marina Protetta, vengono scoperti dal drone e si danno alla fuga

I due hanno abbandonato le canoe e l’attrezzatura a riva e nascosto il pescato, che, essendo ancora vivo, è stato rigettato in mare

Nella mattinata di ieri, due pescatori sportivi, approfittando delle ottime condizioni meteo , si sono spinti in canoa all’interno della zona “A” dell’Area marina protetta di Porto Cesareo.

Alla vista del drone, utilizzato dal personale dell’Area marina per le  attività di monitoraggio ambientale, in pochi minuti, sono dapprima giunti a riva e poi, dopo aver abbandonato le canoe, si sono dati alla fuga.

Di lì a breve, sono giunti i militari dell’Ufficio locale marittimo di Torre Cesarea che oltre ai natanti ha trovato anche gli attrezzi da pesca e circa 10 kg di pescato, che era stato occultato tra i cespugli presenti sulla costa.

I pesci, ancora vivi, sono stati rigettati in mare e le canoe e gli attrezzi da pesca posti sotto sequestro penale.

Per i trasgressori, non noti, sono in corso ulteriori indagini.

Come ormai noto, quest’area, in località Frascone, è una zona di riserva integrale ed è vietata qualunque tipo di attività ad eccezione della ricerca scientifica.

Le attività di controllo, condotte con il supporto del Consorzio di gestione dell’Area marina protetta, proseguiranno per preservare e tutelare gli habitat della riserva e garantire che sulla filiera della pesca circolino merci prodotte lecitamente e tracciate. Anche perché, tra le varie finalità dell’Area marina protetta di Porto Cesareo, vi sono la protezione ambientale, la tutela della valorizzazione delle risorse biologiche e geomorfologiche della zona e il ripopolamento ittico. Quest’ultimo, messo a dura prova da certe condotte.



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