Mobbing verso una dirigente comunale? Revocata la misura cautelare per il sindaco di Sannicola

Il Gip ha annullato l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Cosimo Piccione non è più tenuto ad attestare la sua presenza con una firma.

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Il giudice annulla la misura cautelare nei confronti del sindaco di Sannicola, Cosimo Piccione. Il “primo cittadino” è accusato di mobbing nei confronti di una dirigente comunale.

Il gip Carlo Cazzella ha accolto l’istanza delll’avvocato Luigi Corvaglia, revocando l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, essendo oramai venute meno le esigenze cautelari. Il sindaco non è più tenuto ad attestare la sua presenza con la firma (per tre giorni alla settimana) presso la caserma della Guardia di finanza di Gallipoli. Nelle settimane scorse, invece, il Riesame aveva confermato la misura emessa dallo stesso gip.

Non solo. Il “Tribunale della Libertà” ha ridotto a 8 mesi (invece di 12) la misura interdittiva per il Consigliere Comunale Giuseppe Monteduro e la segretaria comunale Loredana Campa. Sono assistiti dagli avvocati Luigi Corvaglia e Luigi Rella. Rispondono di alcuni episodi di abuso d’ufficio e di “mobbing”.

L’inchiesta

L’inchiesta della Procura, coordinata dal procuratore aggiunto Elsa Valeria Mignone, dovrà far luce sul presunto mobbing ai danni dell’ex responsabile del settore Urbanistica, l’ingegnere Silvia Tunno, che aveva presentato una dettagliata denuncia. Nella nuova inchiesta, risultano indagati anche il segretario comunale, i componenti della Giunta comunale che avrebbe adottato i provvedimenti di “demansionamento” a carico del tecnico (tutti firmatari della delibera di giunta del 13 luglio 2014). Secondo la Procura, si sarebbe adottato il criterio dell’ordine alfabetico nella scelta del responsabile per l’Urbanistica, finendo per escludere la Tunno.

L’altro processo

Nei mesi scorsi, il Sindaco di Sannicola è stato condannato a 6 mesi (pena sospesa) con l’accusa di diffamazione. Avrebbe offeso la funzionaria comunale definendola “Maga Circe”.

Il Tribunale ha disposto anche un risarcimento di 8 mila euro in favore di quest’ultima, costituitasi parte civile con l’avvocato Luigi Covella.



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