Si spaccia per ‘commercial diver’ di Leccenews24, importuna una donna, ma usa un server svizzero. Per la legge italiana non è perseguibile

Sono tanti i pericoli della rete, tra cui il “furto di dati personali”. Anche la nostra testata giornalistica è finita al centro di una brutta vicenda. Ecco cosa è successo…

Il web dà, il web toglie. Certamente la rete dà opportunità, sviluppo, crescita, popolarità, ma toglie anche molto, ovvero identità, privacy, sicurezza. Non è questa la sede per spiegare ai nostri lettori dei tanti pericoli che corrono su internet, ve lo raccontiamo ogni giorno tra notizie di truffe on-line e iniziative delle forze dell’ordine per mettere a conoscenza gli utenti di quanto si rischia a “navigare senza filtri”.

Oggi vi raccontiamo una storia di “furto di dati” di cui molti, troppi, sono vittima. Questa volta è toccato alla nostra testata giornalistica.

I fatti

Qualche mese fa il direttore di Leccenews24 riceveva sul proprio profilo Facebook un messaggio privato da parte di una signora leccese, ma residente altrove. In tale messaggio le si chiedeva, proprio in qualità di direttore di Leccenews24, se conoscesse una determinata persona (con tanto di nome e cognome) dal cui profilo Facebook si evinceva una collaborazione strutturale con la nostra testata giornalistica.

Immediatamente, visualizzato il profilo del soggetto in questione, abbiamo riscontrato con stupore e preoccupazione che il personaggio aveva (ed ha avuto fino a qualche mese fa) un profilo Facebook griffato con il logo di Leccenews24, riportando la qualifica di “commercial diver” ed inserendo il numero di telefono aziendale che è facilmente rinvenibile sul nostro sito.

Ovviamente il personaggio in questione non ha mai collaborato con la nostra testata e mai ne ha avuto contatto.

Subito è stata contattata l’utente che ci ha fatto la cortesia di segnalarci l’accaduto e abbiamo appreso, come se non bastasse, che il personaggio in questione ha disturbato più volte con azioni che apparivano essere di vero e proprio stalking su una sua amica. Il soggetto pare avesse addirittura hakerato il profilo della presunta vittima sottraendo foto ed esercitando minacce e ricatti al punto che, a quanto è stato riferito, è stato denunciato dalla signora alla Polizia postale di competenza.

La denuncia alla Polizia e l’archiviazione

Da qui la nostra immediata denuncia, appunto, alla Polizia postale che ha preso in carico la vicenda, dando il via alle indagini e agli accertamenti del caso per valutare la sussistenza di eventuali profili penalmente rilevanti.

Speravamo in una risoluzione della vicenda descritta affinché si scrivesse la parola fine a condotte che ritenevamo contrarie alla legge.

Oggi ci viene comunicato il decreto di archiviazione a firma del Magistrato titolare del fascicolo d’indagine poiché “nessuna delle attività telematiche si è svolta su server italiani” e, pertanto, avanti non si può andare.

Ecco, un paradosso tutto italiano con una Normativa che non è adeguata alle reali esigenze di tutela dei cittadini e lega letteralmente le mani agli operatori di Giustizia.

Insomma, non avendo utilizzato server italiani, un fantomatico signore può appropriarsi di logo e immagine altrui, magari per commettere reati. Un Tizio che mai è stato un nostro collaboratore, che mai abbiamo visto, che non sappiamo chi sia, si avvale impropriamente di loghi e immagini del nostro sito per autopromuoversi e celare la sua vera identità. Gravissimo se dovesse, poi, utilizzare l’immagine di Leccenews24 per azioni di stalker o compiere altri reati anche più gravi.

Un cambio di rotta in tema di tutela su internet si chiede da tempo, ma oggi davvero rimaniamo basiti per quanto accaduto. Ora il personaggio in questione pare essere scomparso da Facebook (facendo una ricerca non si trova più sotto la veste con cui si era celato), ma potrebbe agire ancora indisturbato, cambiando loghi, immagine e identità.



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