“Condizionamenti della criminalità organizzata”. Arriva lo scioglimento del Consiglio Comunale di Neviano

La decisione è stata presa dal Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro Lamorgese. La gestione del Comune verrà affidata a una commissione

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Arriva lo scioglimento del Consiglio Comunale di Neviano, dopo la proposta avanzata dalla Commissione Prefettizia che si era insediata nei mesi scorsi. La decisione presa dal Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese è maturata: “alla luce degli accertati condizionamenti da parte della criminalità organizzata”. Ora la gestione del Comune di Neviano verrà affidata a una commissione straordinaria per 18 mesi.

Lo scioglimento avviene a circa sei mesi di distanza dall’operazione “Insidia” che ha portato all’arresto dell’ex assessore Antonio Megha. E proprio nelle scorse ore, la Procura ha chiesto il processo per l’ex sindaco di Neviano ed assessore dimissionario, e altri 17 imputati, coinvolti nel blitz del febbraio scorso che portò a 15 arresti. La richiesta di rinvio a giudizio porta la firma del pubblico ministero Carmen Ruggiero. L’udienza preliminare si svolgerà il 9 settembre, presso l’aula bunker di Borgo San Nicola, dinanzi al gup Marcello Rizzo che dovrà decidere se accogliere l’istanza della Procura. Inoltre, gli indagati potranno avanzare richieste di riti alternativi. Invece, il la Giunta del Comune di Neviano, guidata dal sindaco Fiorella Mastria (dopo i due mandati della madre Silvana Cafaro) ha dato l’incarico all’avvocato Luigi Covella per un’eventuale costituzione di parte civile.

L’avvocato Antonio Megha, 62 anni, ex sindaco di Neviano ed assessore alla cultura dimissionario, attualmente sottoposto all’obbligo di dimora, dopo aver trascorso alcuni mesi agli arresti domiciliari, deve difendersi dall’accusa di voto di scambio politico-mafioso, con l’aggravante del fatto che a seguito dell’accordo Megha veniva eletto nella consultazione elettorale comunale e nominato componente della Giunta con delega alla cultura, all’istruzione e contenziosi legali.

Secondo l’accusa, in cambio della promessa di Michele Coluccia formulata per il tramite di Giangreco di procacciare in suo favore almeno cinquanta voti, Megha si prodigava nella elargizione di tremila euro in tre distinte tranches. Inoltre, si impegnava a rappresentare gli interessi del clan nel territorio calabrese adempiendo a qualsiasi incombenza e nell’assunzione del figlio del capo clan Michele, all’interno di un’azienda che operava nel settore della raccolta dei rifiuti urbani.

Antonio Megha è assistito dall’avvocato Giuseppe Corleto.

Gli altri imputati rispondono a vario titolo delle accuse di: associazione di tipo mafioso, usura, estorsione, spaccio di sostanze stupefacenti.

L’indagine si è sviluppata nei territori di Galatina, Aradeo, Neviano, Cutrofiano e Corigliano d’Otranto ed è stata condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Lecce, dalla primavera del 2019 sino all’inizio del 2021.



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