Un altro pezzo di storia di Martano che se ne va. Ciao Franco De Fabrizio, re dei tessuti

Si è spento a Martano Franco De Fabrizio, il re dei tessuti che aveva una parola buona per tutti. Sono tante le persone che in queste ore si sono strette accanto alla famiglia per ricordarlo e piangerlo.

Martano continua a versare lacrime per i suoi figli che volano via. Uomini che hanno scritto le pagine più belle della Martano operosa, dinamica e laboriosa. Uomini che dovrebbero vivere per sempre. E invece stanno andando via. Uno dopo l’altro. E sei andato via pure tu, Franco De Fabrizio.

Dopo don Cesare, dopo il barbiere mesciu ‘Ntoni, dopo ‘Nzino Stella, dopo Mario Sorrento, anche Franco De Fabrizio, il re dei tessuti ha salutato Martano, suo paese di adozione.

Nato 78 anni fa a Castrignano dei Greci, discendente di una famiglia di commercianti di tessuti, Franco De Fabrizio appartiene a quella categoria di uomini di cui si riesce a dire solo del bene. Amico fraterno e leale, marito premuroso, genitore sempre presente e nonno amorevole ha lasciato in eredità a chi lo ha amato e a chi lo ha conosciuto, sorrisi, allegria e un buonumore contagioso.

Franco lo conoscevano in tanti perché lui ha speso una vita intera a servizio della moda o, come si direbbe oggi, del fashion.

Como, Biella, Milano, Firenze, tutti i più bei tessuti arrivavano in provincia di Lecce grazie al suo buongusto innato. Il carisma e la passione per il suo lavoro facevano il resto. Oggi, a Martano e non solo, è difficile incontrare una donna che non abbia nel proprio armadio una gonna, una camicetta o un paltò acquistato da Franco.

Perché per essere sempre in ordine e apparire belle in ogni occasione, andare da Franco era obbligatorio. E non come si va in un negozio qualsiasi. Da Franco De Fabrizio si andava per un consiglio, un suggerimento, sapendo così di non sbagliare.

Come non dire che era una bella persona?

Tantissimi gli amici che possono raccontare aneddoti divertenti. Solare e pieno di energia anche quando la malattia lo aveva voluto ferire.

Sempre positivo, non c’era nulla che poteva farlo arrabbiare. Nemmeno nei suoi ultimi giorni di vita, quando tutto era diventato più difficile per lui.

Oggi, accanto alla tua famiglia, Franco, ti piange e ti ricorda un paese intero.

A portarti un ultimo saluto sono veramente in tanti. Non per dovere e né per circostanza ma per “amicizia”, una parola a cui tu avevi dato un valore assoluto.

Un mese fa, dopo aver superato in ospedale una crisi difficilissima, avevi chiesto che fosse scritto un pezzo per raccontare a tutti che c’eri ancora, che eri stato forte e che avevi vinto tu.

Invece in una mattina di inizio estate ci hai costretti a raccontare un’altra storia, a scrivere di te che sei andato via.

Ora che osservi tutto da lassù, continua a scherzare e sorridere come amavi fare tu e regala alla tua famiglia e a tutti i tuoi amici la stessa serenità con cui tu affrontavi il mondo e la vita.



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