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Strage Brindisi. L”™appello conferma l”™ergastolo a Giovanni Vantaggiato

by Redazione
23 Giugno 2014 21:04
in Cronaca
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Carcere a vita o meglio, per essere più precisi, condanna all’ergastolo con isolamento diurno per 18 mesi. La sentenza di primo grado inflitta all’imprenditore di Copertino Giovanni Vantaggiato che il 19 maggio di due anni fa fece esplodere una bomba davanti alla scuola Morvillo-Falcone di Brindisi è stata confermata in toto dalla Corte d’Assise di Lecce. In quell’attentato, che scosse l’Italia intera, morì la 16enne Melissa Bassi ed altre studentesse rimasero gravemente ferite. 

Il boato che aveva bruscamente interrotto la tranquillità di un normale giorno di scuola quando mancavano pochi minuti alle 8.00, le immagini terrificanti delle ragazze ferite, le sirene delle ambulanze, la disperazione di chi, impotente, aveva assistito a quella terribile scena. Rabbia, tristezza, disperazione… E poi il silenzio, le lacrime, il dolore dei giorni successivi e la voglia di reagire con un messaggio forte e chiaro «E adesso ammazzateci tutti», quando ancora ci si interrogava sulle piste da seguire per spiegare quell’orrore che aveva colpito l'istituto brindisino intitolato a Giovanni Falcone e Francesca Morvillo: terrorismo, strage mafiosa o più semplicemente il gesto di un folle? Si capì poco dopo che a premere quel pulsante del telecomando a distanza era stato un attentatore solitario. 
 
Dopo una camera di Consiglio durata poco più di due ore, alla lettura della sentenza nella aula bunker del Tribunale di Lecce erano presenti i genitori di Melissa, Massimo e Rita Bassi che hanno commentato con poche parole la decisione «giustizia è fatta ma niente ci restituirà nostra figlia, nessuna sentenza basta mai». «Tutta l'Italia – ha poi aggiunto il padre della studentessa di Mesagne – ci è stata vicina in questi due anni, non ci ha mai abbandonato. Hanno dimostrato tutti di avere un gran cuore». 

Ha voluto essere presente anche una compagna di classe della 16enne,Selena Greco, rimasta a sua volta ferita nell'esplosione delle tre bombole riempite con polvere pirica. Sul braccio sinistro della giovane un tatuaggio con il nome "Melissa" e la data di nascita dell’amica. Un modo per non dimenticare quel giorno maledetto, forse.
 
Era, invece, assente l'imputato. Nella sua arringa l’avvocato dell’imprenditore 70enne di Copertino, Franco Orlando, aveva chiesto ai Giudici di riconoscere l’insussistenza dell’aggravante della finalità terroristica spiegando che «non può essere utilizzata strumentalmente per dipingere Vantaggiato come un terrorista». Così non è stato. L'imprenditore "era perfettamente lucido e consapevole" come ha detto in aula il sostituto procuratore generale, Antonio Maruccia, spiegando che con quelle bombe voleva "terrorizzare un'intera comunità". "Voleva protestare contro la giustizia, intimidire la comunità – ha detto nella requisitoria – infangando quelli che per noi sono eroi, Francesca Morvillo e Giovanni Falcone, che meglio rappresentano l'ideale di giustizia e lo fece anche nell'approssimarsi della strage di Capaci".
 
Le motivazioni saranno depositate entro 90 giorni.

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