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Tentarono la fuga, puntando la pistola alla tempia della proprietaria: condannato uno dei tre rapinatori

by Angelo Centonze
23 Agosto 2017 16:04
in Cronaca
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Avrebbe partecipato ad un furto in un abitazione alla periferia di Lecce, in cui si sfiorò la tragedia, poiché uno dei suoi complici, puntò la pistola alla tempia della proprietaria che era insieme al figlio di 5 anni.

È stato così condannato, in abbreviato a 4 anni e 4 mesi (la richiesta del pm Roberta Licci era di 4 anni e 6 mesi), Massimiliano Montinaro, con l'accusa di rapina impropria e porto d'armi abusivo.
Per il 44enne di Melendugno, difeso dall'avvocato Anna Maria Ciardo, il gup Carlo Cazzella ha stabilito anche il pagamento di una provvisionale di 1.800 euro e l'interdizione dai pubblici uffici per 5 anni . Egli era in compagnia di due cittadini serbi Nenad Mitrovic, 35enne e Roky Aleksic, 24enne, entrambi scappati da un campo nomadi di Secondigliano, accusati dello stesso reato.

La rapina avvenne nel novembre dello scorso anno, in via Manzo a Lecce. Agli operatori di Polizia, giunti tempestivamente sul posto, si presentò una signora in stato di grande agitazione e con le lacrime agli occhi, la quale spiegò quanto accaduto poco prima, rientrando in casa con il proprio figlio di 5 anni. Ella, dopo avere inserito la chiave nel portone della villetta, aveva notato che la porta d’ingresso era socchiusa. Intravedendo luci all’interno, la proprietaria ha intuito subito che vi potevano essere dei ladri e pertanto ha richiuso la porta per uscire in strada di fretta col bambino. Ma non ha fatto in tempo ad allontanarsi che il portone si è spalancato e sono usciti due individui, uno dei quali ha afferrato la donna per un braccio e le ha puntato una pistola alla tempia, urlandole di aprire il cancello. A quel punto la signora, terrorizzata e spaventata per la sorte del figlio, ha aperto il cancello per far uscire l’individuo armato.

La Polizia intervenuta sul posto ha accertato che i malviventi, dopo aver scavalcato la recinzione esterna, si erano introdotti all’interno dell’appartamento, forzando la porta di ingresso con l’utilizzo di un corpo contundente. Hanno poi rubato gioielli, orologi, monili ecc., ma all'arrivo della proprietaria, hanno cercato, inizialmente, di procurarsi la fuga uscendo sul retro, attraverso la porta finestra; non riuscendo ad uscire si sono spostati nella stanza attigua, dove hanno trovato la strada sbarrata dalle grate. A quel punto non gli restava che uscire dalla porta principale, dove vi era la donna con il bambino.

Intanto, intorno alle 19, è giunta una richiesta di intervento da parte di un cittadino il quale ha segnalato alcuni individui a bordo di una fiat stilo di colore grigio (identica a quella della rapina).

La descrizione fisica delle persone coincideva con quella dei rapinatori. È stato, anzitutto  rintracciato Massimiliano Montinaro che cercava di scavalcare due muri di cinta, alti oltre due metri, il quale  è stato presto tratto in arresto.

Un’altra volante, inoltre, transitando in viale Grassi, all’angolo di via Monteroni, ha notato l’autovettura segnalata, parcheggiata negli spazi antistanti il bar STOP. Al controllo degli occupanti, sono stati identificati i due serbi, Nenad Mitrovic, 35enne e il connazionale Roky Aleksic, 24enne. Il successivo controllo dell’autovettura ha permesso di recuperare la refurtiva.

Tags: condanne
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