Trascorreva la latitanza a Gallipoli, dopo le rapine a Bologna. Arrestato rumeno

E’ stato beccato nella cittadina jonica un cittadino rumeno, rapinatore seriale secondo gli inquirenti nella città di Bologna. Viveva a casa di una gallipolina forse ignara della sua vera identità.

Sul suo capo pendeva un’ordinanza di custodia cautelare in carcere perché ritenuto responsabile di tre efferate rapine in banca, compiute a Bologna, ma si era reso irreperibile.
 
La latitanza finisce ieri notte, a seguito di un temerario inseguimento con la Polizia lungo la SS.274, conclusosi all’altezza dello svincolo per Taviano. Qui i poliziotti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Gallipoli hanno tratto in arresto il 30enne di nazionalità rumena, Cristian Constantin Gubendreanu.
 
Lo scorso novembre la Sezione GIP del Tribunale di Bologna aveva emesso a suo carico un’ordinanza di custodia cautelare in carcere perché, dicevamo, ritenuto  responsabile, in concorso con altri, di tre rapine a mano armata in banca compiute a Bologna.

I colpi erano stati messi a segno l’uno il 29 luglio scorso nella Banca Unipol, il secondo il 18 settembre a danno della Banca Popolare, e il terzo il 15 ottobre alla Banca Credem. Come è emerso dalle indagini, nel corso dell’ultimo assalto il rumeno percosse violentemente sul capo un anziano cliente che lo guardava.
 
Gubendreanu, che riteneva forse di poter tranquillamente trascorrere la sua latitanza a Gallipoli, è stato bloccato ieri notte a bordo di un’autovettura condotta da un giovane di Taviano con il quale era in contatto da alcuni giorni e la cui posizione è tuttora al vaglio degli inquirenti. L’amico, quindi, anche lui con precedenti per rapina, è stato denunciato per ricettazione essendo stato trovato in possesso di documenti riconducibili ad un furto in abitazione lo scorso settembre.
 
Dalle indagini effettuate dai poliziotti del Commissariato ionico, il latitante, trovato ieri con una patente di guida e di una tessera sanitaria falsificati, nonché di un grosso taglierino, alloggiava da qualche giorno presso l’abitazione di una giovane donna di Gallipoli, probabilmente ignara della vera identità dell’uomo, conosciuto in un locale della zona, dove la ragazza lavorava come barista.
 
Quando è stato bloccato dagli agenti, il malvivente non ha manifestato particolare agitazione, anzi, ha affermato di essere nella convinzione di poter ancora una volta  evitare l’arresto grazie ai documenti falsi, esibiti, a suo dire, anche in occasione di un altro controllo.



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