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Truffa alla Regione Puglia con i master inesistenti sul turismo. Condannati quattro salentini

by Redazione
23 Agosto 2017 14:54
in Cronaca
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Master sul turismo finanziati con fondi Por 2000-2006 e 2007-2013, ma che in realtà non avrebbero mai visto l’inizio del percorso formativo, né tantomeno frequentanti. È arrivata così ieri sera la sentenza per una truffa alla Regione Puglia, che vede quattro condanne e un'assoluzione.
 
Il giudice della seconda sezione penale, Pasquale Sansonetti, ha condannato a 2 anni, con il beneficio della pena sospesa, Luigi Trezza, 43 anni di Corigliano d’Otranto, nelle vesti di presidente e legale rappresentante della sede di Maglie dell'Aiqf (Associazione italiana qualità e formazione).
 
Condanna a 1 anno, sempre col beneficio della pena sospesa, per Stefano Toma, 49 anni di Maglie, quale consulente e responsabile della sede di Maglie della Aiqf;  un anno anche per Claudia Vergine, 37 di Cutrofiano, e per Massimo Vincenzo Avantaggiato, 41 di Corigliano d'Otranto, questi ultimi dipendenti della stessa Aiqf.
 
È stato assolto, invece, con la formula “perché il fatto non costituisce reato” il tutor e docente Roberto Antonio Bruno, 50 anni di Calimera. Quest’ultimo era accusato di aver attestato falsamente la presenza nei mesi di luglio e agosto – e per alcuni giorni del mese di settembre del 2008 – di una delle partecipanti al master nella struttura d'impresa “Oasi d'Oriente” a Santa Cesarea Terme.
 
Le indagini che hanno portato al processo sono state messe in atto dalla Guardia di Finanza di Maglie, e coordinate dal sostituto procuratore Giovanni Gagliotta. All’inizio il pm aveva invocato 3 anni per Trezza e  24 mesi per ciascuno degli altri imputati. Secondo la tesi dell’accusa i corsi di marketing in turismo internazionale si tennero solo virtualmente. A quanto è apparso agli inquirenti, con documenti falsi, sarebbe stata attestata la presenza di alcuni partecipanti al fine di ottenere il finanziamento nell'ambito dei Por (Programma operativo regionale) 2000-2006 e 2007-2013. La somma erogata per ognuno dei presunti partecipanti fu di 7mila 500 euro.
 
Ora sta ai legali di parte – gli avvocati Anna Grazia Maraschio, Paolo De Giorgi, Giuseppe Russo e Adele Petti – valutare il ricorso in Appello dopo il deposito delle motivazioni della sentenza.

Tags: truffe
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