Violenze e minacce verso moglie e figlia: sotto processo un padre di famiglia

La presunta vittima, una 44enne di Gallipoli, si è costituita parte civile invocando un risarcimento complessivo di 55mila euro. Il 50enne gallipolino dovrà presentarsi davanti al giudice della prima sezione penale monocratica il 22 giugno.

L'ennesima vicenda di violenze, vessazioni, appostamenti e minacce – seppur ancora presunte – tra le mura domestiche per le quali un 50enne di Gallipoli finisce sotto processo. Il gup Simona Panzera ha rinviato a giudizio il presunto padre-padrone, sulla base delle accuse formulate dal pm Stefania Mininni (pm d'udienza Carmen Ruggiero).
 
L'uomo risponde dei reati di lesioni personali, maltrattamenti, stalking e violazione degli obblighi di assistenza familiare. Il gallipolino, difeso dall'avvocato Luigi Suez, dovrà presentarsi dinanzi al giudice Sergio Tosi della prima sezione penale monocratica, per l'inizio del processo il 22 giugno. La presunta vittima, una 44enne di Gallipoli, si è costituita parte civile con l'avvocato Paola Scialpi, invocando un risarcimento complessivo  di 55mila euro.
 
Gli episodi "incriminati" si sarebbero verificati dal luglio 2013 fino al giugno del 2014 sotto il tetto familiare. Il 50enne gallipolino avrebbe anzitutto offeso ripetutamente la figlia "se fosse stato per me, non saresti nemmeno nata… sei un aborto fallito".
 
Gli insulti erano anche all'indirizzo della moglie: "guardatela tutti, questa è una troia di fama mondiale, mi ha tolto tutto e te la devo fare pagare". Inoltre, l'avrebbe picchiata in più occasioni, anche in presenza della figlia minore, procurandole ecchimosi e lividi, nella zona del collo. Inoltre,il gallipolino avrebbe perseguitato la moglie in varie occasioni, controllando i suoi spostamenti e "tempestandola" di telefonate.
 
Infine, non avrebbe contribuito al fabbisogno familiare, in particolare nei confronti della figlia minore. Adesso, sarà un giudice ha stabilire eventuali responsabilità penali dell'imputato, nel corso del processo. 



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