“Ora so volare”, Lele Spedicato un anno dopo l’emorragia cerebrale

Era il 17 settembre 2018, quando il chitarrista dei Negramaro è stato ricoverato per una emorragia cerebrale. Un anno dopo, Lele sta meglio e ha voluto ringraziare i fan

«A me è successo e ora so volare». Con queste parole il chitarrista dei Negramaro, Lele Spedicato, ha voluto ‘ricordare’ quel giorno di metà settembre, quando fu colpito da una emorragia cerebrale mentre si trovava a bordo piscina della sua casa salentina, insieme alla moglie Clio Evans, in dolce attesa. Il malore, la corsa in ospedale, quei giorni interminabili passati nel letto del reparto di rianimazione del ‘Vito Fazzi’ di Lecce e il fiume di messaggi dei fan che non hanno mai lasciato solo l’artista e la sua ‘famiglia’.

Era il 17 settembre 2018, quando il chitarrista arrivò al Pronto Soccorso ‘in condizioni disperate’. È passato un anno, 365 giorni, e Lele ha voluto scrivere un pensiero a tutte le persone che, con il fiato sospeso, hanno fatto il tifo per lui, pregato e sperato che vincesse la sua battaglia, forse la più difficile della sua vita.  «Grazie a tutti coloro che mi hanno dedicato un pensiero, una preghiera in questo anno appena trascorso. Se oggi posso ricominciare è anche merito vostro» si legge. E come dimenticare quell’hashtag #forzalele che ha raccolto tutti i messaggi degli ‘amici’, volti noti e meno noti.

La speranza, la lunga riabilitazione, la nascita di Ianko (il «primo maschietto in casa Negramaro»), la gioia di diventare papà e di tornare sul palco insieme ai suoi compagni che, per lui, avevano rinviato il tour invernale «Amore che torni». Con la sua chitarra stretta tra le mani ha suonato Cosa c’è dall’altra parte, quella canzone scritta da Giuliano Sangiorgi in quei momenti bui che, ora, sono solo un ricordo lontano.

«Oggi si celebra la vita… e il rock’n’roll!!! E tu, Lele mio, sei tutto questo, all’ennesima potenza!!! Hai vinto tu e quel giorno maledetto lo abbiamo cancellato dalla nostra memoria » ha scritto il frontman della band.

Lele ha lottato come un leone per tornare più forte di prima. E non dimentica che ‘vicino’ ha avuto migliaia di persone. Quelle persona a cui, oggi, ha voluto dire grazie.



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