​Metalmeccanici in protesta: anche da Lecce parte la richiesta per il rinnovo del contratto nazionale

Le sigle sindacali di Fim Cisl, Fiom Cgil e Uiml Uil di Lecce si sono ritrovate questa mattina nei pressi della sede di Confindustria. ‘Chiediamo il rinnovo del contratto nazionale di lavoro – chiosano i lavoratori – con gli investimenti che diminuiscono di continuo’.

Anche a Lecce i metalmeccanici sono scesi in piazza in protesta. Le segreterie provinciali di Fim Cisl, Fiom Cgil e Uiml Uil, infatti, si sono ritrovati questa mattina nei pressi della sede di Confindustria Lecce per un sit-in di protesta.
 
Al centro delle loro ragioni il rinnovo del contratto nazionale di lavoro. In tutta Italia, quindi, le principali sigle sindacali in rappresentanza della categoria, hanno chiesto a gran voce al Governo di attivarsi presto in tal senso, e quella del Salento è stata certamente tra le piazze più attive.
 
A guidare i lavoratori nei pressi della sede degli industriali leccesi, c’erano i tre segretari generali delle sigle sindacali, Maurizio Longo, Annarita Morea e Piero Fioretti. ‘C’è urgenza nel procedere a un rinnovo – chiosano gli stessi segretari – capace di qualificare e rafforzare il ruolo del contratto nazionale quale strumento che garantisca il potere d’acquisto del salario per tutti i metalmeccanici, estenda la contrattazione di secondo livello su tutti gli aspetti che compongono la prestazione lavorativa, che sappia qualificare le relazioni industriali su un moderno sistema partecipativo e che faccia ripartire gli investimenti e rilanci una vera politica industriale’.
 
Insomma, chiedono un vero proprio cambio di marcia, nel segno di un miglioramento dell’organizzazione del lavoro, tutelato e protetto. ‘Servono poi nuovi diritti di formazione, welfare, partecipazione e valorizzazione delle professionalità all’interno di un nuovo sistema di inquadramento professionale nei metalmeccanici fermo al 1973’.
 
Accanto alla protesta, intanto, nei giorni scorsi i tre sindacati di categoria hanno inviato una lettera ai parlamentari salentini contente la precisa richiesta di fissare un incontro dove illustrare le criticità del settore metalmeccanico.’Per superare le problematiche del settore – spiegano ancora Longo, Morea e Fioretti – bisogna partire dalla vertenza aperta da oltre sette mesi con Federmeccanica per costruire un rinnovo che riguarda oltre 1.600.000 lavoratrici e lavoratori metalmeccanici, che operano nei vari settori industriali e dell’installazione di impianti. Ben quindici incontri di trattativa non hanno, fino ad ora, permesso di sbloccare una situazione che vede Federmeccanica ancora ferma su una proposta avanzata lo scorso 22 Dicembre 2015’.
 
“Si tratta di una proposta – concludono –   che giudichiamo non accettabile perché esclude il 95% dei metalmeccanici dagli aumenti salariali del contratto nazionale, aumenta gli orari di lavoro, esclude dai diritti e dalle tutele le nuove forme di lavoro e tutti i lavoratori degli appalti, contrappone il contratto nazionale alla contrattazione svolta in azienda, mettendo così in discussione il sistema contrattuale del nostro paese, fondato su due livelli di contrattazione: uno nazionale e uno territorial-aziendale.
 
Una proposta che non apre nessuno spazio alla contrattazione decentrata e amplia solo la possibilità di erogare quote di salario unilaterale e discrezionale. Il nostro paese ha i salari più bassi d’Europa e una scarsa incidenza del salario nel costo del lavoro per unità di prodotto. Ciò a significare che la scarsa competitività risiede negli scarsi investimenti e in nodi strutturali di sistema’.



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