​Si torna alle urne per i ballottaggi. Riflettori puntati su Gallipoli e Nardò

Salentini richiamati alle urne dalle 7.00 alle 23.00 di oggi per decidere chi sarà il sindaco di Gallipoli e Nardò fino al 2021. Nella Città Bella è sfida tra Fasano e Minerva. A Nardò invece, lo scontro è tra Risi e Mellone.

È il giorno dei ballottaggi. I candidati sindaci di molti comuni, 126 in tutta Italia, hanno dovuto rimandare la “vittoria”. La corsa per conquistare lo scranno più alto del palazzo di città non è ancora finita e dopo 14 giorni di intensa campagna elettorale per convincere gli indecisi per circa 9 milioni di italiani è arrivato il tempo dell’ultimo sprint finale. Occhi puntati su Roma, dove si sono ritrovati faccia a faccia Virginia Raggi e Roberto Giachetti; Milano dove sta andando in scena il duello Beppe Sala – Stefano Parisi, divisi da una “manciata” di voti; Napoli dove il sindaco uscente Luigi de Magistris (che al primo turno aveva ottenuto il 42,8%) dovrà difendere i 18 punti di vantaggio riportati al primo turno, contro lo sfidante, Gianni Lettieri sostenuto dal centrodestra. E ancora Torino e Bologna.
  
Nel Salento, invece, i riflettori sono tutti puntati su Gallipoli e Nardò dove i candidati, come era prevedibile, non sono riusciti ad imporsi ottenendo il 50%+1 delle preferenze dei loro concittadini. Nella Città Bella, dove non sono mancati i colpi di scena, la sfida è tra l’ex sindaco e assessore provinciale, Flavio Fasano e Stefano Minerva, il giovane candidato del Pd. A Nardò, invece, l’uscente Marcello Risi, se la dovrà vedere con Pippi Mellone a capo di una cordata di civiche.
  
I seggi resteranno aperti dalle 7.00 alle 23.00. Chiuse le urne si passerà allo spoglio. Saranno contate ad una ad una le schede di colore azzurro dove sono stati riportati, in alto, i nomi dei due candidati in sfida fino a quando la partita non sarà chiusa. Solo allora si potrà avere un quadro più chiaro e conoscere il nome di chi farà il sindaco fino al 2021. 
  
Non è più una sorpresa che anche su questa tornata elettorale incombe “minaccioso” il fantasma dell’astensionismo. Sebbene si tratti di un voto locale, ergo la gente ha voglia di dire la sua, è un dato di fatto che i ballottaggi rappresentano un’incognita. Non è detto, infatti, che chi ha “perso” il suo candidato si rechi alle urne a votare un nome non suo. E poi siamo alla vigilia dell’estate, anche se il maltempo imperversa un po’ ovunque – Salento compreso – la gente preferisce far altro.
  
Vedremo, come andrà.



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