L’Adriana, la migliore offerta del centrodestra leccese

Dopo molteplici wrong turn il centrodestra è riuscito a fare la scelta giusta. L’unica in grado di riunire la coalizione e portare alla vittoria elettorale

Questa volta l’hanno indovinata, questa volta il lume della ragione ha rischiarato il cammino delle forze moderate e di centro destra, mortificate da tante, troppe sconfitte nelle ultime stagioni, dove gli errori commessi dai leaders locali compongono oramai il profilo imponente di un’enciclopedia in più tomi.

Questa volta l’aver deciso di puntare su una figura storica e carismatica della politica locale e nazionale ha fatto la differenza, minima ma decisiva, differenza che non avrebbero fatto altri candidati. Per questo motivo Adriana Poli Bortone è stata la ‘migliore offerta’ (grazie per il titolo al maestro Giuseppe Tornatore) del centrodestra unito, nel quale questa volta tutti gli attori sono stati protagonisti anche i gregari e le comparse.

Dove i big nazionali possono sventolare le insegne del vincitore e dove liste e movimenti locali hanno saputo fare anche meglio di partiti storici, come nel caso di Io Sud e della Regione Salento. Bravi insomma a capire ciò che andava fatto e a farlo fino in fondo, altrimenti nessuno glielo avrebbe perdonato.

Ora sarà la Poli Bortone, o meglio L’Adriana come la chiamano a Lecce, a battere le carte e a distribuirle sul tavolo, immaginiamo con un criterio squisitamente politico (almeno in una prima fase) perché politico è stato il modello della sua affermazione, e forse anche perché i risultati elettorali facilitano il compito a chi si vede inevitabilmente accerchiato da amici, vecchi amici, vecchie glorie e mele di scarto che stanno bussando alla porta del nuovo sindaco e inondando il suo whatsapp personale.

Resta l’incognita delle presenze femminili in giunta, poche le elette nei posti dal potenziale governativo e poche le pretese da accampare, ecco perché il ricorso a profili esterni non è affatto un’insana prospettiva.