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Autorizzazione unica per Tap, Blasi sprona Emiliano ‘impugnamola’

by Redazione
31 Luglio 2017 12:11
in Politica
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Arriva l’autorizzazione unica per la realizzazione del gasdotto Tap, il via libera definitivo, insomma, per l’opera che troverà il suo approdo nella marina di Melendugno. E qui si consuma il dibattito politico.
I Cinquestelle hanno già consumato energie contro Michele Emiliano “reo” – secondo i grillini – di appartenere ad un Partito che nulla ha fatto per evitare quanto oggi diventa realtà a San Foca, sventolando un pressing su Matteo Renzi che non solo non ha portato ad alcun esito, ma che doveva iniziare molto tempo fa.
 
Eppure qualcosa ancora si potrebbe fare, non tutto è perduto. E a spronare il candidato Michele Emiliano è il suo compagno di partito, Sergio Blasi. All’orizzonte, infatti, la legge lascia vedere chiaramente la possibilità di impugnare il provvedimento autorizzativo.

“Impugnare l’Autorizzazione Unica rilasciata dal ministro Guidi per il gasdotto Tap sia il primo atto della nuova giunta regionale – interviene Blasi – Lo chiedo a Michele Emiliano, che ha già dichiarato di volersi fare in quattro per evitare l’approdo a San Foca del gasdotto. Ci sono 60 giorni di tempo e dunque la tempistica è favorevole. Questa è una battaglia nella quale il Governo ha assunto un atteggiamento di sordità nei confronti del territorio, dei Comuni di Melendugno e di Vernole, della Provincia di Lecce e della Regione Puglia. È bene che ora ad opporsi in tutte le modalità consentite dalla legge non restino da soli i Comuni di Melendugno e Vernole”.

Insomma, se i Pentastellati hanno contestato ad Emiliano l’inerzia per una situazione che andava affrontata nei tempi giusti, oggi Blasi lancia un appiglio e uno sprone al candidato presidente del Pd.

“Accanto alla contestazione – prosegue Blasi – chiedo a Emiliano di farsi promotore di una proposta di più razionale approdo dell’opera in Puglia. E cioè che la Regione avvii una trattativa con l’azienda e con Enel perché il gasdotto Tap possa favorire la riconversione della centrale a carbone di Cerano. Abbiamo bisogno, nella Puglia che verrà, di lavorare sulla riduzione delle fonti inquinanti che continuano a incidere negativamente sulla salute dei cittadini e positivamente solo sugli affari delle industrie energetiche, che continuano a fare ingenti profitti a fronte del moltiplicarsi di patologie riconducibili all’inquinamento. Inoltre la riduzione della produzione di energia da fonti fossili è uno degli obiettivi che i paesi dell’Unione Europea si sono dati con la Strategia di Lisbona UE 2020”.

Ancora più amara la conclusione dell’ex segretario regionale del Pd e candidato consigliere alla Regione. “Oggi leggiamo invece che nel 2020 la Tap con approdo a San Foca dovrebbe essere completata, implementando anziché diminuire, la rilevanza degli impianti industriali impattanti. Ebbene io credo che il Governo non possa esimersi dal perseguimento degli obiettivi europei e dal lavorare per raggiungerli. Questa pagina nera del mancato dialogo con il territorio pugliese deve essere presto archiviata. E chiedo a Michele Emiliano di far valere le ragioni della Puglia”. 

Tags: gasdotto-tap
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