La campagna elettorale fantasma. In città si parla pochissimo di Elezioni

A parte i diretti interessati, i loro staff e gli organi di informazione, quasi nessuno si preoccupa e si occupa della campagna elettorale.

Le Elezioni non sono il primo pensiero di chi sveglia al mattino, forse neanche l’ultimo prima di andare a dormire. Ogni giorno al bancone del bar capita di ascoltare discussioni a carattere sportivo, fra chi celebra la salvezza del Lecce in serie A e chi attende il calcio mercato, ma di Elezioni parlano in pochi, e se non adeguatamente motivato o sollecitato nessun cittadino si preoccupa di ciò che dovrà accadere dopo il 9 giugno.

Belli i tempi dei comizi al fresco della sera, delle conferenze stampa partecipate, delle convention ostentate. Oggi siamo in un’altra epoca, nessuno mostra interesse. Si andrà a votare per senso del dovere, o per accontentare l’amico o il parente che ti ha riempito le tasche di materiale di propaganda, o che ti ha inseguito e chiesto, almeno venti volte, di essere votato.

Ecco che la campagna elettorale diventa un’attività di nicchia, un tempo che non riempie i cuori e non incendia gli animi, dopo anni in cui la politica è stata mortificata e danneggiata da attività di vera e propria eversione democratica che puntava a screditare il valore sacro delle pubbliche istituzioni. E allora ci teniamo questa brodaglia senza sapore, fatta di poche idee e nemmeno ben comunicate.