Commissione antimafia, Congedo ‘La politica e la società devono fare la loro parte’

Si è conclusa l’audizione dei rappresentanti della magistratura e dell’avvocatura penale dinanzi alla VII Commissione della Regione Puglia. I lavori saranno indirizzati alla redazione di una proposta di legge da porre al vaglio finale del Consiglio regionale per l’approvazione.

Il percorso intrapreso sull'istituzione di apposite commissioni regionali d'inchiesta sugli eco reati e sulla corruzione, continua senza sosta e così, dopo aver ascoltato il procuratore della Repubblica di Lecce, Cataldo Motta oggi è toccato al procuratore aggiunto di Bari Lino Giorgio Bruno coordinatore del pool sui reati contro la pubblica amministrazione e al sostituto della Dda di Bari Renato Nitti presentarsi dinanzi alla dinanzi alla VII Commissione Affari Istituzionali della Regione Puglia per un’altra giornata «densa di valore e importanza», come dichiarato dal Presidente Saverio Congedo.
  
«Al di là dei contributi di carattere tecnico che la Commissione terrà certamente nella massima considerazione – si legge in una nota a firma di Congedo – è emerso un dato di carattere preliminare e cioè che il contrasto al crimine e alla corruzione sono ambiti di intervento che non possono essere delegati esclusivamente ad un’azione di carattere penale-repressiva e quindi al meritorio lavoro di magistrati e forze dell’ordine. Quello della promozione e del controllo sulla legalità è un fronte dove ciascuno è chiamato a fare la sua parte».
  
Secondo il presidente della VII Commissione, impegnata proprio nel definire una legge che istituisca una Commissione di indagine e di inchiesta che possa conseguire risultati concreti ed efficaci sul fronte del contrasto ad ogni illegalità, è compito delle Istituzioni dotarsi di strumenti adeguati al perseguimento di questo obiettivo. Pur nel perimetro dei poteri e delle funzioni regionali.
  
A chiudere i lavori della Commissione, alla quale hanno partecipato anche i sei rappresentanti delle Camere Penali pugliesi (Gaetano Sassanelli di Bari, Sergio Torsello di Taranto, Antonietta De Carlo di Foggia, Ubaldo Magrì di Lecce, Fabio Di Bello di Brindisi e Lucia Scarano di Trani), che hanno offerto un contributo di grande competenza e autorevolezza, è stato il governatore Michele Emiliano.
 

«Dobbiamo cercare di capire da dove partiamo e dove vogliamo arrivare – ha dichiarato il Presidente a margine dell’audizione – senza immaginare che improvvisamente ciò che non era mai stato fatto prima venga realizzato subito in modo perfetto e universale. Questa iniziativa permette alla politica di riappropriazione del ruolo che le spetta. Parliamo di una materia gigantesca, nel momento in cui usciamo da specifici settori per affrontare tout court il problema della regolamentazione delle condotte al fine di prevenire reati e, in generale, di diminuire violazioni di legge che non costituiscono reato in senso stretto perché riconducibili a una generale illegalità: problema antico quanto l’uomo e assai complesso».



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