Ex Galateo, un concorso internazionale per lanciare il social housing

È stato presentato questa mattina il concorso che avrà lo scopo di riportare in vita l’edificio per farlo tornare a essere una costruzione accogliente da ri-abitare con servizi innovativi per la casa e la città.

Un progetto di rigenerazione che ha lo scopo di riportare in vita l’edificio dell’ex Galateo, che può tornare a essere una costruzione accogliente da ri-abitare grazie al social housing e servizi innovativi per la casa e la città.

È questo lo scopo del Concorso Interazionale di Progettazione che rappresenta la prima tappa del percorso di recupero della struttura che ne dovrebbe fare un Living Urban Space rivolto a giovani, coppie, single, famiglie monogenitoriali, studenti disoccupati, sfrattati e anziani soli.

“L’ex Galateo un tempo era il più importante sanatorio antituberculoso del Mezzogiorno d’Italia e abbiano intenzione di recuperarlo per farne un edificio che rappresenti una nuova frontiera dell’abitare”, ha affermato l’assessore alle Politiche Urbanistiche e Social Housing Rita Miglietta, nel corso della conferenza stampa di presentazione del concorso.

“Abbiamo deciso di istituire un concorso internazionale, e non un concorso di idee, che speriamo che attragga i migliori professionisti del mondo. Quella che nascerà sarà una struttura che racchiuderà in sé funzioni pubbliche, sociali, culturali e sportive”.

L’ex Galateo

Ubicato nel Quartiere Leuca l’ex Galateo si trova all’interno di un parco dell’estensione di oltre 18mila metri quadrati. La costruzione è composta da quattro piani fuori terra e uno seminterrato. Sono 13mila e 80 i metri quadrati di superfice lorda; 29mila 987 di superficie scoperta e 3.790 metri quadrati di superficie a terrazza.

“Per noi riformismo significa uno spazio in cui si promette ciò che si può realizzare e si realizza ciò che si promette”, ha dichiarato, invece, il sindaco di Lecce, Carlo Salvemini.

“Nel nostro Paese c’è una questione sociale rilevante: troppe case disabitate e troppe persone senza una casa. È un tema che viene affrontato poco ed è da qui che parte la volontà un immobile che sarà destinato al sociale. Questo sarà possibile grazie a una governance interistituzionale, un lavoro di squadra, perché le cose belle si realizzano tutti insieme”

Il concorso e i soggetti coinvolti

Il percorso realizzato è stato condiviso da Regione Puglia, Comune di Lecce, Puglia Valore Immobiliare, Arca Sud Salento e Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio, con un Protocollo d’intesa firmato nel 2018, a cui si è aggiunta, con la partecipazione al tavolo tecnico su Ex Galateo, l’attiva collaborazione dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e conservatori della Provincia di Lecce, e del Consiglio Nazionale degli Architetti.

Gli enti coinvolti hanno individuato la procedura del Concorso di progettazione in due gradi, che avrà un respiro internazionale. Il bando è stato redatto con il supporto dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Lecce e del Consiglio Nazionale degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori.

La pubblicazione da parte della Stazione Appaltante avverrà entro i primi dieci giorni di gennaio, e il Concorso sarà veicolato istantaneamente sulla piattaforma del Consiglio Nazionale degli architetti.

Il Concorso di progettazione è a procedura aperta ed è strutturato in due gradi in forma anonima: il primo step selezionerà i progettisti sulla base di una prima idea progettuale; il secondo passaggio chiederà ai progettisti che supereranno la prima fase di candidare una proposta progettuale più dettagliata. Ciascuna delle due fasi avrà la durata di 60

“Ringrazio le persone che hanno dato vita all’operazione, la forza di questa idea è stata in grado di convincere tutti”, sono state le parole del Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano.

“L’ente Regione è scesa dai palazzi di Via Nazario Sauro e va in giro alla ricerca di amministrazioni comunali che ci consentano di realizzare grandi progetti.

Con il Comune di Lecce c’è una sintonia che penso sia più umana che politica, perché è così quando gli obiettivi sono condivisi.

La Regione c’è sempre con lo spirito del servitore: si mette a disposizione dei comuni per dare loro una mano”.



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