Copertino, cresce il fronte del NO alla chiusura del Punto nascita. Sit in davanti all’ospedale

I Cobas hanno organizzato un presidio ai piedi della struttura sanitaria colpita dal forte ridimensionamento disposto con delibera di Giunta regionale. Dal sindacato ‘Altre strade ci sono’.

La sigla sindacale FSI-USAE di Lecce si è schierata fin da subito al fianco dei pazienti, dei volontari, dei lavoratori per la raccolta firme a favore del mantenimento del presidio ospedaliero di Copertino e contro il previsto ridimensionamento.

Una battaglia a difesa del diritto alla salute e per il mantenimento dei livelli essenziali di assistenza. Il San Giuseppe da Copertino serve un territorio che comprende quasi 200.000 abitanti, dal Nord Salento alla costa Ionica settentrionale, passando per le province a sud di Taranto e Brindisi.

Dalla raccolta firme al sit in

La delibera della Giunta regionale pugliese, la n.°1141 del 28/06/2018, ha inteso “riorganizzare” gli Ospedali di Copertino e Galatina, prevedendo un ridimensionamento del Presidio di Copertino e la disattivazione dei reparti di Ostetricia e Ginecologia, e di Pediatria entro 30 giorni dall’adozione del provvedimento.

Uno stato di mobilitazione che si protrae da tempo e che oggi vede un sit in alle porte del nosocomio.

“Chiediamo che vengano mantenute le funzioni essenziali che storicamente hanno mostrato maggiore efficienza e il numero dei posti letto adeguati alle esigenze provenienti dal numero di accessi al Pronto soccorso che, come è noto, detiene il maggior numero di accessi nell’intera Azienda Sanitaria, secondi solo al Vito Fazzi” ribadiscono dal sindacato.

Sono 13000 i cittadini che hanno apposto la propria firma per manifestare contrarietà alla decisione della Giunta.

Cobas Pubblico Impiego oggi sta effettuando il sit-in di protesta, quindi, a cui stanno prendendo parte i dipendenti dell’Ospedale e tanti cittadini.

Si chiude un punto di eccellenza

“L’Ospedale di Copertino nella stagione estiva registra un forte aumento degli accessi al Pronto Soccorso per il flusso di turisti, tanto che il Pronto Soccorso è capace di 35000 accessi per anno; a titolo comparativo Lecce ne effettua 60000” precisano dai Cobas che incalzano “Fino a pochi anni fa il San Giuseppe, come documentato dal “piano nazionale esiti”, era il secondo ospedale della provincia, in campo chirurgico e per accessi di Pronto Soccorso, secondo solo al “Fazzi” di Lecce e in molte specialità era addirittura davanti al nosocomio leccese e primeggiava non solo in provincia, ma anche nei confronti dei più blasonati nosocomi privati pugliesi. Poi il diluvio, primari trasferiti coattivamente a Lecce, reparti chiusi, personale ridotto all’osso e nonostante questo la struttura ha continuato a reggere”.

“Copertino, inoltre, è Spoke nella rete di Terapia del dolore della ASL di Lecce, con un’attività organizzata su tre giorni a settimana, che lo posiziona ai vertici della Regione; è riferimento di tanti pazienti oncologici, sia trattati a Copertino che provenienti da altri ospedali” scrive il segretario Pietro Mancarella.

Scelte alternative ci sono, parola di Sindacato

A nome di un territorio che si sente gravemente depauperato il sindacato “chiede la revoca della delibera regionale. Piccoli interventi, tesi a rafforzare la vocazione chirurgica della struttura e a esaltare le professionalità presenti nel nosocomio senza aumentare la spesa totale, con una gestione più oculata e con alcune attività di alto profilo, consentirebbero all’Ospedale di Copertino di continuare a svolgere il suo importante ruolo nella prevenzione e cura dei cittadini salentini”.



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