Restrizioni fino al 31 luglio, le fughe di notizie sulle ‘bozze dei decreti’ mandano l’Italia nel panico

Il Governo non dovrebbe più permettere fughe di notizie che in passato si sono trasformate in una bomba ad orologeria. Dovrebbe stroncare le notizie sul nascere visto il danno che certe voci hanno fatto in passato

Panico. E paura. Sono questi i due sentimenti affidati ai social quando la bozza del nuovo decreto che prorogherebbe le misure per il contenimento dei contagi da coronavirus fino al 31 luglio, ha cominciato a circolare. Vera o falsa che sia, il Governo non dovrebbe più permettere queste fughe di notizie che, in passato, si sono trasformate in una bomba ad orologeria. Dovrebbe stroncare le voci sul nascere visto il danno che hanno fatto in passato.

Impossibile dimenticare la fuga dalla Lombardia, la stazione di Milano presa d’assalto, il ritorno a casa di tanti Lessie-fuorisede. Un conto che le regioni del sud devono ancora pagare. Senza sapere a che prezzo lo pagheranno. E che dire delle file chilometriche al supermercato dopo l’ennesima conferenza notturna del Premier Conte? In casi di emergenza le cose vanno fatte e basta. E la gente a cui viene ripetuto di stare in casa, alle persone a cui viene chiesto di fare sacrifici (e che sacrifici) hanno bisogno di chiarezza, non di ‘ipotesi’ allo studio (quasi sempre poi confermate ad onor del vero) che rischiano di scatenare isterie.

Domanda-risposta, dovrebbe essere semplice. C’è gente che continua a chiedere sui vari gruppi Facebook creati ad hoc per farsi compagnia in questa quarantena forzata se finirà tutto il 3 aprile o se a Pasqua si potrà festeggiare con la famiglia, se a Pasquetta si potranno fare gite fuori porta. La risposta è NO! NO! E NO! Lo dimostrano i numeri ancora troppo alti dei contagi e dei morti. Permettere scampagnate, cene a pranzi sarebbe una follia.

Nelle chat di classe, le mamme si chiedono se le scuole riapriranno. Anche in questo caso la risposta è NO! La ministra, dicendo e non dicendo nulla, ha dichiarato che riaprirà i cancelli quando gli esperti garantiranno la sicurezza degli alunni. Impossibile fare previsioni, stabilire un ‘quando’ se non studiando di volta in volta l’andamento epidemiologico del virus. E vista la ‘triste’ curva, non sarà presto.

E allora perché non dirlo? Perché illudere le persone o farle cadere dal pero, come si suol dire, davanti all’ennesimo documento fuoriuscito dai palazzi che parla della possibilità anzi della ‘necessità’ di continuare sulla strada delle limitazioni? Della necessità di dover restare ancora a casa, di tenere chiusi i musei e, peggio, le attività non essenziali, di ridurre gli spostamenti con un meccanismo pensato per durare fino al 31 luglio a suon di 30 giorni rinnovabili?

Comprensibile che l’intenzione del Governo sia quella di ridurre, man mano, i divieti quando il numero di contagi (e dei morti) lo consentirà, fino a quel ritorno alla normalità che ora sembra lontano. Ma chi legge non lo ‘percepisce’ subito e pensa (erroneamente) che portà uscire solo ad agosto. Per questoc’è bisogno di sapere cosa accadrà da fonti autorevoli e non da dirette sui social.



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