Presidente, se ci sei batti un colpo. Gli Italiani vogliono sapere da te dove stiamo andando

Per la Costituzione Italiana è il Presidente della Repubblica il simbolo dell’Unità del Paese. In questi giorni difficili gli Italiani aspettano un intervento di Sergio Mattarella, con tutto il rispetto per il capo del Governo…

La Costituzione Italiana, ovvero la Legge Fondamentale della nostra Repubblica, tante volte tirata in ballo, a proposito o a sproposito, all’articolo 87 dice testualmente che il Presidente della Repubblica è il Capo dello Stato e rappresenta l’unità nazionale.

Eppure mai come in questi giorni così difficili in cui gli Italiani non riescono a comprendere in maniera chiara a che punto siamo di questa triste storia del coronavirus e soprattutto in che direzione stiamo andando, sembra davvero strano che Sergio Mattarella abbia scelto il silenzio, pur godendo fortunatamente di ottima salute.

A parlare, guardando i cittadini dritto negli occhi, un giorno sì e l’altro pure, con messaggi alla Nazione in cui si spiega il contenuto di DPCM così diversi e così uguali, mettendosi al capezzale del Paese, c’è il Presidente del Consiglio.

Giuseppe Conte è una bella figura, è bravo, sa parlare, forse è pure la persona giusta al momento giusto. Ma non rappresenta l’unità nazionale. Nemmeno il fatto che parli dalla sua pagina facebook personale piuttosto che da quella istituzionale ha qui rilevanza, anche se in democrazia la forma è tutto. L’unica cosa che non torna, in questa fase delicatissima per il futuro dell’Italia, è quella di un Presidente della Repubblica silente e di un premier parlante.

Ad oggi non ci risulta che la costituzione sia cambiata. Non ci risulta che la Repubblica parlamentare si sia trasformata in un premierato. Ancora questa cosa non c’è anche se abbiamo iniziato a fare l’abitudine alle edizioni straordinarie dei tg, che almeno una volta a settimana, quando non di più, fanno entrare nelle nostre case il capo del governo che di volta in volta ci aggiorna sullo stato di chiusura dei rubinetti comportamentali, spesso andando dietro ai governatori del Nord Italia piuttosto che anticipandoli e dettando loro una linea valida da Bolzano a Mazzara del Vallo.

Mai come in questo momento avremmo bisogno di sentire la forza dell’unità nazionale che come al solito è lasciata invece all’articolazione dal basso. Già, perché in queste settimane il vero segno di un Paese unito e coeso, seppur nella paura del contagio da Covid-19, viene dato dai cittadini che si organizzano in iniziative di beneficenza per le tante carenze, a cominicare da quelle dei dispositivi di protezione individuale. Iniziative spesso disordinate, magari confuse, che talvolta si sovrappongono l’una all’altra ma tremendamente spontanee e belle.

Sperando quindi che questo stillicidio di DPCM si fermi e che da qui alle prossime settimane si intraprenda una strada e la si porti avanti fino in fondo, a prescindere dai like e dalle condivisioni sulle proprie pagine facebook, ci farebbe piacere sapere che il Presidente della Repubblica c’è, c’è nella sua funzione più nobile, quella di rappresentare l’unità del Paese. Anche quando le cose vanno male, anche quando non si vince un mondiale di calcio.



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