Salvemini rassegna le dimissioni, “Oggi non è il giorno dell’amarezza, ma quello dell’orgoglio”

Dopo il Consiglio Comunale che ha approvato la manovra pluriennale di riequilibrio, ma sancito l’assenza di una maggioranza il primo cittadino si è dimesso dalla carica. Si torna al voto.

Ha terminato la sua esperienza così come l’aveva iniziata, con un bagno di folla.

Già venti minuti prima dell’inizio della conferenza stampa, infatti, il “popolo di Carlo”, aveva già gremito la Sala Open Space di Palazzo Carafa, per ascoltare e supportare il Sindaco che ha annunciato le sue dimissioni. Il tutto dopo il voto dell’Aula sulla manovra pluriennale di bilancio che sì, è passata – anche all’unanimità tecnicamente – ma che di fatto ha sancito la fine della sua esperienza alla guida del Capoluogo a causa della mancanza di una maggioranza di governo.

“Ho presentato la lettera di dimissioni al Presidente del Consiglio, protocollata alle 14.54” ha esordito l’ormai ex sindaco di Lecce, Carlo Salvemini.

“Chi questa mattina ha seguito i lavori del Consiglio si sarà reso conto che l’andamento del voto ha sancito che l’Amministrazione non ha più i numeri per governare”.

Le parole di Carlo Salvemini

“Fino al 27 novembre l’attività è stata perseguita senza intoppi, mai prima di allora la Giunta ha proceduto con il freno tirato, ha lavorato senza problemi, nessuno ha mai frenato o paralizzato il nostro compito, poi, quando c’è stato il voto contrario sull’assestamento del bilancio, abbiamo preso atto di quanto accaduto, ho dichiarato che, in condizioni diverse, mi sarei dimesso, ma che avrei continuato a occupare il mio posto per condurre in porto due provvedimenti: la manovra di riequilibrio e il salvataggio della Lupiae. Ho aggiunto anche che chi avesse ritenuto che il sottoscritto fosse un ostacolo per il compimento di questi due atti avrebbe potuto presentare una mozione di sfiducia o raccogliere le firme per porre fine alla mia esperienza di sindaco.

All’indomani della sentenza sull’anatra zoppa, mi sarei potuto dimettere e dare vita al commissariamento di un anno e mezzo, ma questa ipotesi mi ha spinto a verificare se ci fossero consiglieri, eletti con le liste di Mauro Giliberti, disposti a sostenere il governo. Così, in forme trasparenti e inedite abbiamo dato vita al patto per la città che si è sostanziata nell’adesione alla nostra amministrazione dei consiglieri che hanno formato il gruppo di Prima Lecce. Non è stato questo un ‘accordicchio‘, ma un accordo siglato alla luce del sole. Non abbiamo mai preso in considerazione l’idea di un progetto comune con il centrodestra, altrimenti l’agenda del cambiamento sarebbe stato carta straccia.

Rivendichiamo con orgoglio il lavoro fin qui svolto in contesti difficili, abbiamo posto le basi per un cambiamento del quale ringrazio la Giunta, i consiglieri e tutto il personale comunale messosi a disposizione e naturalmente chi, al di fuori dal palazzo, ha dimostrato apprezzamento per la nostra azione.

Oggi non è il giorno dell’amarezza, per me, per noi è il giorno dell’orgoglio. L’orgoglio di avere servito la propria città con passione, onesta, trasparenza e rigore. Ho assunto questa decisione con lucidità, l’ho condivisa con i consiglieri e gli assessori. Preso atto che quando si sceglie lo si fa da soli, bisogna anche condividere le valutazioni con chi ha lavorato insieme a me e tutti mi hanno supportato”.

L’intervento di Alessandro Delli Noci

“Grazie al sindaco, alla Giunta, a tutti i consiglieri e al personale” ha invece dichiarato il vicesindaco, Alessandro Delli Noci.

“In questi mesi di amministrazione ho visto in Carlo attenzione, impegno e dedizione messi in campo per amministrare la città. Non ho notato un’impronta ideologica, ma un carattere forte e una grande passione per affrontare le tematiche e di questo Lecce gli dà atto e merito, il cambiamento avviato è visibile, è palpabile.

Alessandro Delli Noci

Il sindaco l’anatra zoppa l’ha ritrovata, la mia coalizione, invece, l’ha scelta perché era l’unico modo per cambiare la città. Siamo un’alleanza civica che ha chiesto il voto del cambiamento e abbiamo scelto questa situazione sapendo che non avremmo trovato i numeri.

Oggi abbiamo un dovere: quello di restituire la parola ai cittadini, perché il livore visto tra i banchi in questi mesi è eccessivo e si manifesta ovunque, anche sui social e si è generata una guerra continua tra guelfi e ghibellini e riteniamo che il voto sia lo strumento migliore per scegliere se continuare verso il cambiamento o tornare indietro.

Adesso ci riuniremo come movimento civico e sceglieremo la via da intraprendere, ma in questo momento tutti, Carlo – che ha trascurato la famiglia e lavorato giorno e notte – primo tra tutti, abbiamo bisogno di tempo.

Quella che vedete alle mie spalle è una rosa di calciatori che è pronta a scendere in campo, con il mio movimento civico ci confronteremo, ma chi ha intrapreso la strada del cambiamento va avanti e non torna indietro. Se dovessi guardare dall’altra parte del campo che cambiamento ci sarebbe visto che sono sempre le stesse persone?”.

Domani la replica dell’opposizione. Per le 11.30, presso l’Open Space, infatti, si svolgerà la conferenza stampa dei 17 consiglieri di centrodestra che hanno rassegnato le loro dimissioni.


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