Dimissioni Pepe e bufera sulla STP. Giovanni Siciliano ‘Si faccia chiarezza’

Non accenna a placarsi la bufera scatenata dalle dimissioni di Luigi Pepe da amministratore unico della società dei trasporti pubblici. Siciliano ‘non si riduca il tutto a una diatriba politica’.

Le dimissioni, giunte un po’ a sorpresa, e le parole con cui Luigi Pepe, amministratore unico di Stp, ha annunciato la volontà di lasciare il suo incarico che non potevano rimanere inascoltate. Le polemiche nate dopo la conferenza stampa di fuoco in cui, numeri alla mano, quelli del bilancio, l’ex Ad della società ha spiattellato la sua verità, rivendicando il merito di quelle scelte che hanno permesso mantenere in vita un’impresa a rischio default non accennano a placarsi.

«Rassegno le mie dimissioni così nessuno mi caccerà – ha dichiarato l’ormai ex numero uno della Stp riferendosi al Presidente della provincia, Antonio Gabellone che sembrava intenzionato a rimuoverlo dal suo posto nonostante i risultati ottenuti in sei anni di amministrazione – ma non finisce così perché ora tutto finirà in Procura». Insomma, mentre già iniziano a circolare le prime voci sul suo successore, Pepe sembra pronto a proseguire la sua battaglia in Tribunale. 

Inutile a dirsi che la vicenda è diventata ben presto un caso politico su cui occorre, anzi è doveroso fare chiarezza. Ad unirsi al coro è anche il Consigliere Provinciale, Giovanni Siciliano che in una nota è voluto intervenire sulla questione: «Al di là di quanto appreso dagli organi di stampa – si legge nel comunicato stampa –  insieme ai colleghi del gruppo “Salento Bene Comune”, attraverso una mozione consigliare, chiederemo che si discuta e si approfondisca tutto ciò che è necessario relativamente ad STP. Non credo che questa querelle tra la maggioranza di Palazzo dei Celestini ed il Senatore Pepe possa restare come una semplice diatriba politica».

«I cittadini hanno il diritto di sapere quali siano i motivi reali che hanno portato alla “cacciata” di Pepe, prima della scadenza del suo mandato, quali siano le condizioni economiche della partecipata ed il modo in cui si siano effettuate le recenti assunzioni, atteso che anche lo stesso senatore Pepe ne ha fatto menzione nelle sue ultime dichiarazioni rese alla stampa». 



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