E Sant’Oronzo storce il naso guardando la piazza invasa dalle pagode

Scoppia la polemica in città ed ancora una volta al centro dello ‘scontro’ sono finite le pagodine che occupano Piazza Sant’Oronzo. Paolo Foresio chiede al sindaco un intervento immediato ‘Basta con le sagre all’ombra del sedile. Si individuino altre aree per ospitarle’.

Chissà che faccia fa Sant’Oronzo, protettore della città e dei leccesi, a guardare lo spettacolo che si staglia dinanzi ai suoi occhi, un cerchio di pagode molto simili a baracche posticce poggiate sulla riva del fiume che ad un  mercatino dell’artigianato artistico e delle eccellenze enogastronomiche del territorio. Non che senza quelle bancarelle il basolato in pietra lavica con lo stemma della lupa sia più bello: immaginate quanto diventerebbe bella la piazza se al posto di quello scudo centrale nero il pavimento fosse riportato alla bellezza della luce della pietra circostante. Ma almeno a quel gradino, un po’, ci si è fatta l’abitudine. Quando poi viene nascosto da pagode e pagodine lo scempio estetico raggiunge il massimo livello a prescindere da ciò che in quelle strutture si vende o si mette in mostra poiché non sempre si tratta di prodotti tipici in quanto risulterebbe che qualcuno, suscitando l’ira del Sindaco, ha provato a offrire materassi e aspirapolveri.   
 
Stano destino quello di Piazza Sant’Oronzo, negata per regolamento comunale ai comizi nel periodo delle elezioni e poi concessa a mercatini più o meno eleganti. Non che ai turisti non piaccia passeggiare per gli stand degustando o acquistando bellezze artigianali e bontà culinarie salentine, ma c’è modo e modo di farlo.  Si potrebbero scegliere altre piazze, per esempio quella intitolata a Sigismondo Castromediano alle spalle del Comune o tante altre che sicuramente l’amministrazione, che meglio conosce il tessuto di città, sarebbe in grado di individuare.
 
Oppure si potrebbero scegliere delle pagodine ad hoc, meno impattanti, più leggere o semplicemente più belle. Ieri a lamentarsi con il primo cittadino è stato il capogruppo del Pd a Palazzo Carafa, Paolo Foresio.
 
«Possibile – si chiede Foresio – che non ci sia una linea guida precisa su cosa e chi possa occupare la piazza centrale più importante della città? Possibile che non ci sia un’idea, una sola, su cosa può essere ospitato nel salotto buono di Lecce e cosa no?». Poi la proposta «A mio parere, qui non si tratta di pagodine di plastica oppure di legno. Piazza Sant’Oronzo dovrebbe restare fruibile a tutti, bellissima com’è, con l’anfiteatro romano, il sedile, l’ovale con la lupa che raccontano da soli la storia della città. Basta con tutte queste manifestazioni – non me ne vogliano gli organizzatori animati, immagino, dalle migliori intenzioni – che non c’entrano niente con quel luogo. Ci sono altre aree che possono ospitare questi mercati, piazze e vie adiacenti, ma basta con queste sagre sull’ovale in ogni periodo dell’anno che sono un pugno nell’occhio sia per i leccesi sia per i turisti. Così come vogliamo il centro storico liberato dalle auto, io dico che Piazza Sant’Oronzo dovrebbe essere liberata una volta per tutte da questi mercati di dubbio gusto. Non si svende la bellezza per qualche centinaia di euro di occupazione del suolo pubblico».  



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