‘E adesso convinceteci a votarvi!’. Dopo la presentazione delle liste…fatti gli eletti bisogna fare gli elettori

Siamo sicuri che il partito degli indecisi e degli scontenti (che i sondaggi danno intorno al 40%) non si trasformi direttamente nel partito degli astensionisti come è accaduto nelle scorse elezioni amministrative? La riflessione di Leccenews24.it

Sondaggi, sondaggi, sondaggi. Ormai è questa la parola magica che sembra essere la chiave di volta delle elezioni del 25 settembre dopo la caduta del Governo Draghi e lo scioglimento del Parlamento che hanno regalato una bizzarra campagna elettorale in piene ferie d’agosto. Siamo sicuri che bastino i sondaggi per capire come andranno a finire le elezioni?

Siamo sicuri che il partito degli indecisi e degli scontenti (che le rilevazioni demoscopiche danno intorno al 40%) non si trasformi direttamente nel partito degli astensionisti come è accaduto nelle scorse elezioni amministrative, dove ha votato meno della metà degli Italiani?

La scheda elettorale di fronte a cui ci troveremo sembra essere un rompicapo della settimana enigmistica. E ciò a causa di una bizzarra legge elettorale, conosciuta come Rosatellum, che mischia insieme elementi di maggioritario ‘secco’, all’inglese (collegi uninominali) con elementi di proporzionale puro (listini plurinominali).

Una cosa però è evidente: le segreterie dei partiti non hanno rinunciato a scegliersi una quota di ‘eletti a prescindere’, gente che già oggi sa di essere eletta in Parlemento grazie ai listini bloccati. Conosciamo, insomma, gli eletti (o alcuni), ma non sappiamo se ci saranno gli elettori…

Perciò sorge spontanea la domanda: siamo sicuri che la gente andrà a votare il primo Parlamento che conoscerà la scure della riduzione del 30% degli eletti (che passeranno da 945 a 600, 400 per la Camera e 200 per il Senato) dopo l’approvazione dell’unico referendum costituzionale a cui gli Italiani negli ultimi anni non hanno fatto mancare il quorum? Siamo sicuri che non continueremo in quella triste china degli ultimi appuntamenti elettorali?

Siamo certi che la gente stia capendo l’importanza di ‘mettere a terra’, con competenza e responsabilità, tutti i soldi del Pnrr che l’Europa ci ha destinato e che sono l’ultima speranza per modernizzare un Paese che è vecchio in tutto?

Fatti gli eletti (qui tutti i nomi in corsa nel Salento), bisogna fare gli elettori, cari politici.

Bisogna utilizzare il tempo per spiegare bene i programmi, per far comprendere bene cosa si intenderà realizzare dal 26 settembre in poi. Bisogna essere chiari. Sarà l’unico modo per contrastare la disaffezione. I pateracchi a cui si è assistito nella compilazione delle liste non vanno certo nella direzione sperata, ma c’è sempre tempo per migliorare, per mettersi in sintonia con gli elettori. Senza sintonia, la gente resterà a casa. Non votare è una scelta legittima, si badi bene. È un voto di rassegnata protesta e come tale va rispettato. ‘A che serve votare se poi non date mai seguito a ciò che promettete? A che serve votare se poi non cambia nulla, se nessun cambiamento è percepito dai cittadini?‘.

A questi cittadini disillusi bisognerà spiegare che non si sta giocando con il loro futuro e con quello dei loro figli e dei loro nipoti. Bisognerà spiegare che c’è almeno buona volonta, buona fede, buoni propositi.



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