Crisi di consensi, il M5S chiede a Rousseau se presentarsi alle Regionali. Certa solo la ‘partita’ in Puglia e Campania

I grillini sono alle prese con una scelta che potrebbe segnare il prossimo futuro del movimento. La paura di una debacle li fa desistere dall’idea di presentarsi in Emilia-Romagna e in Calabria

Se in Puglia i Cinquestelle godono di buona salute, o almeno così sembra viste le continue iniziative sui territori dei consiglieri regionali e comunali che si danno da fare e intervengono su tutto, dall’Ex Ilva al gasdotto Poseidon, dal centro smaltimento rifiuti di Galatone alla situazione critica di tanti ospedali depotenziati o al collasso, così le cose non sembrano stare in tutto il resto d’Italia.

Anzi, la situazione appare essere precipitata dal punto di vista del consenso elettorale al punto che il Movimento sta riflettendo seriamente sull’opportunità o meno di presentarsi alle prossime elezioni regionali dell’Emilia Romagna e della Calabria.

Meglio non presentare alcuna lista che fare la figuraccia di una debacle elettorale che poi potrebbe avere ripercussioni serie sulla tenuta del Governo, unico posto in cui i grillini le carte le battono, eccome se le battono.

Il partito di maggioranza relativa in Parlamento, quel partito che è diventato perno e fulcro del Governo Conte 1 con la Lega di Matteo Salvini e del Governo Conte 2 con Nicola Zingaretti, non riesce più a sfondare nei cuori degli elettori, almeno sui territori e per questioni che riguardano le amministrazioni periferiche dello Stato.

Addirittura sembra che le ‘Sardine’, un movimento inventato da un gruppo di giovani brillanti che sanno usare bene i social e che stanno acquistando popolarità con la testimonianza anti-Lega, riempiano le piazze più e meglio di quella che un tempo veniva chiamata onda gialla e che nel 2018 superò il 30% dei consensi nello Stivale.

La fiducia nel partito creato da Beppe Grillo e GianRoberto Casaleggio sembra essersi prosciugata e l’esperimento testato nell’Umbria, ovvero il sostegno a liste civiche nell’alveo della coalizione di centro-sinistra, è stato messo all’indice dal capo politico del partito Luigi Di Maio che ha già annunciato che non lo ripeterà più.

Saranno gli iscritti sulla piattaforma Rousseau, chiamati alla consultazione nella giornata di oggi, dalle 12.00 alle 20.00 a scegliere se affrontare il destino e dare vita a liste elettorali con il simbolo delle cinque stelle nelle Regioni chiamate al voto nei primi mesi del 2020 oppure stare fermi fermi e zitti zitti, aspettando tempi migliori.

Le uniche regioni nelle quali i Cinquestelle certamente scenderanno in campo sono proprio la Puglia e la Campania. Qui i pentastellati addirittura ambiscono alla vittoria e sperano comunque in un risultato a due cifre, frutto di impegno e passione sui territori che evidentemente altrove non c’è stato o non ha dato frutti.

Saranno queste due regioni meridionali che rappresenteranno il termometro di un Movimento che sembra aver perso la sua spinta propulsiva, schiacciato dal protagonismo leghista prima e dall’esperienza dem poi, passando per essere il bersaglio preferito dell’alleato-nemico Matteo Renzi che, sapendo di avere il diritto di vita e di morte sulla Legislatura, non perde occasione per togliersi i famosi sassolini dalle scarpe contro coloro che considera la causa delle sue disavventure politiche e familiari.



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