Niente preferenza di genere e incandidabilità di Lopalco. L’ultimo Consiglio regionale fa discutere

Non sono mancate le sorprese nell’ultimo Consiglio regionale dell’Emiliano I. Col voto segreto è passato l’emendamento che vieta a Lopalco di candidarsi

È stato un Consiglio regionale che si è concluso in piena notte quello che ha sancito la fine della Consiliatura dell’Emiliano I.

E, come ci si poteva aspettare visto il clima avvelenato che sta contraddistinguendo la fase finale del mandato dell’ex magistrato, non sono mancati i colpi di scena.

Dopo fiumi di inchiostro consumati nelle scorse settimane per raccontare della candidatura dell’immunologo Pier Luigi Lopalco  messo a capo della task force pugliese contro il coronavirus da Michele Emiliano, nella notte di oggi si è appreso che tale candidatura proprio non ci potrà essere. Già, perchè il Consiglio Regionale, approfittando del voto segreto, ha fatto passare l’emendamento a firma Damascelli-Conca di modifica dell’articolo 6 della legge elettorale vigente, un emendamento che aggiunge alle cause di ineleggibilità anche “i soggetti nominati a qualunque titolo nella task force della Regione Puglia, che siano alle dirette dipendenze della stessa o che abbiano stipulato contratti di consulenza o collaborazione“.

Evidentemente non solo all’opposizione ma anche a qualcuno della maggioranza proprio non era piaciuto l’accordo tra Emiliano e Lopalco e l’occasione del voto segreto è stata troppo ghiotta per farla saltare.

Il Governatore ci è rimasto molto male per il fuoco amico. Si è così arrivati a discutere dell’altro argomento all’ordine del giorno, quello della preferenza di genere, senza che ci fosse in Aula il numero legale, visto che la mole degli emendamenti presentati da una parte e dall’altra e l’episodio.Lopalco aveva fatto surriscaldare il clima.

Eppure per far passare la doppia preferenza di genere sarebbe bastato ritirare gli emendamenti dei due schieramenti e passare al voto condiviso sulla bozza già approvata in commissione che garantiva la presenza delle donne in Consiglio.

Nulla da fare, nessun tentativo di collaborazione. Troppo accesi gli animi.

Si andrà a votare come, quindi? Senza la preferenza di genere? È possibile una simile cosa? Per il centrosinistra dovrà intervenire il Governo al fine di farla inserire, con un atto d’imperio per rendere la legge elettorale applicabile sul suolo pugliese, garantendo la doppia preferenza. Per il centrodestra non è possibile alcun intervento del Governo e spetterebbe alla Regione convocare ad horas un altro Consiglio al fine di approvare la norma sulla preferenza di genere.

Un pasticcio, insomma, da qualunque punto di vista lo si veda e che dimostra l’opportunità delle elezioni per cementare la maggioranza o per passare la palle ad una delle due opposizioni in Consiglio.



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