Il governo “giallo-verde” si infrange ad un passo dalla realtà. La salentina Lezzi sarebbe stata Ministro per il Sud

Il premier Giuseppe Conte ha rimesso l’incarico al capo dello Stato, Sergio Mattarella. Il motivo che ha fatto saltare tutto è il nome pensato per il ministero di via XX settembre: quello dell’economista anti-euro Paolo Savona. 

La squadra era pronta: nero su bianco erano scritti i nomi del governo «giallo-verde», capitanato dal professor Giuseppe Conte, il premier “tecnico” che era stato accettato dal Capo dello Stato, Sergio Mattarella.

Era noto che la casella più importante da riempire era quella del Ministero di via XX settembre: il Presidente della Repubblica aveva detto chiaro e tondo che non avrebbe mai accettato che Paolo Savona – anti-tedesco e anti-euro – ricoprisse un ruolo chiave come quello dell’Economia, ma nessuno si sarebbe mai aspettato che saltasse tutto. Un “no” che ha dato il via all’ennesima crisi politica e istituzionale, forse la più grave.

Mattarella ha giustamente esercitato il suo peso secondo l’art. 92 della Costituzione, ma il ‘messaggio’ recepito dagli italiani è che votare, in questo paese, non serve a nulla se poi si sceglie nei Palazzi chi deve sedere dove. Questo ha capito il “popolo” quando è stato chiamato al Quirinale Mr. Forbice, Carlo Cottarelli. L’ex commissario alla Spending review riceverà l’incarico di formare di un “nuovo” Governo. È salito al colle nel giorno in cui si sarebbe dovuto giurare.

Ogni nome approvato. Tranne uno.

Al fianco di Conte, ci sarebbero stati Luigi Di Maio e Matteo Salvini nel ruolo di vice premier. Per i due leader, erano pronti anche i ministeri: quello del Lavoro e dello sviluppo economico sarebbe andato al pentastellato, mentre Salvini si sarebbe accomodato al Viminale. Il resto della squadra?

A diffondere nomi e relativi ministeri ci ha pensato Luigi Di Maio, che ha visto sfumare il sogno di Palazzo Chigi:

  • Presidente del Consiglio: Giuseppe Conte
  • Rapporti con il parlamento e alla democrazia diretta: Riccardo Fraccaro
  • Pubblica amministrazione: Giulia Bongiorno
  • Affari regionali e autonomie: Enrica Stefani
  • Sud: Barbara Lezzi

  • Disabilità: Lorenzo Fontana
  • Affari Esteri: Luca Giansanti
  • Giustizia: Alfonso Bonafede
  • Difesa: Elisabetta Trenta
  • Politiche agricole: Gianmarco Centinaio
  • Infrastrutture e Trasporti: Mauro Coltorti
  • Istruzione: Marco Bussetti
  • Beni culturali: Alberto Bonisoli
  • Salute Giulia Grillo
  • Sotto-segreterio alla presidenza del Consiglio: Giancarlo Giorgetti

Insomma, ci sarebbe stata anche la salentina Barbara Lezzi, parlamentare leccese del Movimento 5 Stelle, nell’esecutivo



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