Il nostro mare non si tocca, arriva il no ufficiale contro le trivelle

La minaccia delle trivelle nei nostri mari è un pericolo vero e proprio che coinvolge tutti senza distinzione di bandiere politiche. Questa mattina è stato sottoscritto un documento che partirà oggi e arriverà al Ministero dell’Ambiente per scongiurare l’ipotesi.

Il Salento è unito. La minaccia delle trivelle nel mare è un pericolo che accomuna tutti e rischia di deturpare il patrimonio artistico più suggestivo dell’intero territorio. Il mare è un bene di tutti e non si tocca, soprattutto perché rappresenta una risorsa fondamentale per l’economia salentina. Il no quindi arriva da ogni fronte: istituzioni, associazioni, società civile, esponenti politici senza distinzione di bandiere.

A tal proposito è stato sottoscritto questa mattina un documento ufficiale tra il presidente della provincia di Lecce, Antonio Gabellone e i sindaci del Salento interessati alla vicenda. Una dichiarazione che esplicita la posizione contraria del territorio al pericolo trivelle e che in giornata sarà poi inviata al Ministero dell’Ambiente per chiedere un ripensamento sugli interventi previsti nei nostri mari. Porto Cesareo, Nardò, Galatone, Sannicola, Gallipoli, Taviano, Racale, Alliste, Ugento, Salve, Morciano di Leuca, Patù, Castrignano dei Greci, Gagliano del Capo, Alessano, Corsano, Tiggiano, Tricase, Andrano, Diso, Castro, Santa Cesareo, Otranto.

Sono questi e sono in tutto 23 quindi le amministrazioni comunali, sia di destra che di sinistra, sia del versante jonico che di quello adriatico, che hanno deciso di firmare l’atto ufficiale e di intraprendere questa battaglia insieme all’amministrazione provinciale che si è subito schierata ed esposta in primo piano contro le trivelle nei nostri mari. La firma è arrivata questa mattina, quindi, presso la sala ex Giunta di Palazzo Adorno, alla presenza del presidente Gabellone e di alcuni tra i sindaci firmatari del documento. Già diversi Comuni erano stati chiamati a depositare le osservazioni sulle istanze di ricerca idrocarburi presentate dalla società petrolifera Global Med. Dal 20 al 22 dicembre scadevano i termini per depositare al Ministero dell’Ambiente le osservazioni dei Comuni del sud Salento interessati dalle richieste di esplorazione petrolifere. Dal 5 gennaio, invece, gli stessi Comuni più altri dovranno fare altrettanto per le ricerche di un’altra ditta, la Schlumberger Italia.

Proprio il presidente della Provincia ha voluto sintetizzare in questo modo le ragioni per cui si è arrivati alla decisione di sottoscrivere un documento da inviare al governo centrale “Questo è un tema drammaticamente importante perché il nostro mare subirebbe sicuramente un colpo durissimo che andrebbe ad intaccare l’equilibrio del suo ecosistema. Noi chiediamo a tutti, dal governo regionale a quello nazionale, di osservare con molta attenzione questa vicenda. È una scelta che non ha bandiere politiche, ma c’è un’unica posizione che accomuna tutti i comuni salentini interessati. Molto delle nostre economie si basa sul turismo e, di conseguenza, sul nostro splendido mare e, deturparlo in questo modo, sarebbe un grave danno ambientale e fisiologico”.

Le osservazioni che i comuni salentini hanno depositato in merito alle istanze presentate dalle due società petrolifere sono chiare e dettagliate ed entrano nel merito dei danni che il territorio subirebbe se si dovesse procedere con questa esplorazione. Secondo questi studi gli impatti e i danni ambientali sarebbero molteplici. Si va da quelli fisiologici che potrebbero comportare danni alla salute pubblica a quelli economici, fino a quelli che potrebbero danneggiare l’ecosistema marino. 



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