M5S. «Istigè² i militari a disobbedire». La procura valuta indagine su Beppe Grillo

Il Procuratore Generale del capoluogo ligure ha smentito le voci dell’apertura di un fascicolo: “Per ora stiamo solo vagliando gli atti”. Nel mirino la missiva in cui l’ex comico, durante le manifestazioni dei Forconi, invitè² la polizia a unirsi alla protesta.

Beppe Grillo, leader del Movimento 5 Stelle, potrebbe finire sotto indagine a Genova per il reato di «Istigazione di militari a disobbedire alle leggi», disciplinato dall'articolo 266 del Codice penale, che prevede pene da 1 a 3 anni e, se il reato è commesso in pubblico, pene da 2 a 5 anni. La procura, infatti, sta valutando l’apertura di un fascicolo in seguito ad uno esposto del parlamentare e coordinatore dei giovani Pd, Fausto Raciti, che stigmatizzava una lettera aperta di Grillo indirizzata ai vertici di Polizia, Esercito e Carabinieri con la richiesta di non schierarsi a protezione della classe politica italiana.

Lo scritto risale al 10 dicembre scorso, quando durante le manifestazioni dei Forconi alcuni agenti si tolsero il casco a Torino, Genova e Milano. Un gesto clamoroso che molti indicarono come un gesto di solidarietà delle forze dell’ordine con i manifestanti. «Alcuni agenti di Polizia e della Guardia di finanza a Torino si sono tolti il casco – scrisse Grillo sul suo blog- si sono fatti riconoscere, hanno guardato negli occhi i loro fratelli. È stato un grande gesto e spero che per loro non vi siano conseguenze disciplinari».

Nella missiva il leader pentastellato chiedeva «di non proteggere più questa classe politica che ha portato l'Italia allo sfacelo, di non scortarli con le loro macchine blu o al supermercato, di non schierarsi davanti ai palazzi del potere infangati dalla corruzione e dal malaffare. Le forze dell'ordine non meritano un ruolo così degradante. Gli italiani sono dalla vostra parte, unitevi a loro. Nelle prossime manifestazioni ordinate ai vostri ragazzi di togliersi il casco e di fraternizzare con i cittadini. Sarà un segnale rivoluzionario, pacifico, estremo e l'Italia cambierà. In alto i cuori».
La lettera era indirizzata a Leonardo Gallittelli, comandante generale dell'Arma dei carabinieri, Alessandro Pansa, capo della polizia di Stato e Claudio Graziano, capo di stato maggiore dell'Esercito italiano.



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