Istituti di vigilanza in crisi. Scattano le proteste

Dalla Svevialpol, alla Securpol, alla Velialpol. I sindacati chiedono lumi sullo stato delle aziende a tutela dei dipendenti. Oggi al Fazzi i vigilantes de La Velialpol in stato di agitazione.

Crisi economica, vertenze che si trascinano da mesi, dipendenti in bilico. In provincia di Lecce i lavoratori degli Istituti di Vigilanza stanno vivendo un momento di difficoltà senza precedenti.
I sindacati sono sul piede di guerra, dalla Cgil alla Uil, dalla Cisl alla Uiltucs, e tutti chiedono più chiarezza nei piani di ristrutturazione aziendale e sul futuro dei dipendenti. L’ombra dell’instabilità professionale, quindi, si allunga sull’organico degli istituti di vigilanza.

“In questi giorni, stanno venendo a galla una serie di problematiche da parte di determinati Istituti di Vigilanza – spiega Antonio Verardi, segretario territoriale Ugl – che stanno producendo ritardi nei pagamenti dei salari, mancato rispetto del CCNL, rimodulazioni industriali ancora poco chiare”.

Dai ribassi eccessivi nelle proposte di offerte nelle Gare Pubbliche ai ribassi nelle offerte di servizi per mantenere o acquisire clientela privata, dalle problematiche relative alla perdita di appalti o di commesse alle problematiche strutturali ed economiche a vario titolo. Tante possono essere le ragioni che stanno portando gli Istituti di vigilanza a non garantire determinate prerogative contrattuali. E l’Ugl scrive al Prefetto di Lecce al fine di chiedere “l’opportunità di valutare la possibilità di una  convocazione di tutti gli Istituti di Vigilanza della Provincia di Lecce, alla presenza delle Parti Sociali, al fine di attivare un confronto complessivo, visto il concreto rischio non solo della serenità dei lavoratori, ma anche dei relativi livelli occupazionali”. L’auspicio è che si possa comprendere meglio le difficoltà del settore, coadiuvandone i processi di contenimento di eventuali crisi o altre difficoltà.

Intanto, quasi 300 lavoratori dell’istituto Svevialpol ancora non hanno ricevuto la retribuzione di aprile e attendono metà saldo per il mese di marzo. E siamo già a giugno. Lunedì prossimo, 3 giugno, è previsto un incontro risolutivo dei sindacati con l’azienda.

Ma non finisce qui. I dipendenti de La Velialpol sono in attesa alle porte della Asl di Lecce, presso l’ospedale Vito Fazzi. A far data da oggi, la Securpol Security srl non lascia trasparire nulla sulla presa in carico del servizio di vigilanza nel cambio di appalto presso la Asl di Lecce, in merito al passaggio immediato del personale già in forze presso La Velialpol.

Così come si evince da una nota congiunta di Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil e Ugl, il direttore generale della Asl di Lecce, Valdo Mellone, “con un a nota del 30 ottobre 2012, ha invitato la Securpol Security srl, aggiudicataria dei lotti I e II della gara d’appalto, al rispetto del capitolato, ovvero a utilizzare per tutta la durata del servizio il personale proveniente dalle ditte appaltatrici, in misura proporzionale alla quantità dei servizi appaltati e a garantire la continuità operativa delle maestranze nella medesima postazione”. Ma l’impegno ad oggi non è stato rispettato. Così come sottolinea Mirko Moscaggiuri della Filcams Cgil, “la Securpol, secondo quanto previsto dalla normativa regionale e dal CCNL di vigilanza ex art. 27bis, come istituto subentrante nell’affidamento del servizio deve procedere senza indugio all’assunzione dei lavoratori con passaggio diretto e immediato, senza periodo di prova del personale precedentemente impiegato in servizo, con decorrenza da oggi, 1 giugno”. Ma tutto tace e i rappresentanti sindacali si riservano di agire a tutela di ogni singolo lavoratore, mentre i dipendenti rimangono in stato di agitazione. “La provincia si è fatta garante  – spiega Moscaggiuri –  dell’impiego delle unità precedentemente occupate, se pur in numero minore a causa della riduzione dell’appalto. Ma la diatriba non si sta consumando sui numeri, quanto sui contenuti dell’accordo e sul mancato rispetto della Legge di settore”.

Di rabbia anche le parole di Antonio Verardi, segretario Ugl, e Vito Perrone, segretario Cisal "Questa mattina, i lavoratori che avrebbero dovuto subentrare in servizio, si sono visti occupare i propri ruoli da altro personale assunto appositamente. Vi è inoltre un ulteriore diffida da parte dell’Ente appaltante, che in data 31 maggio 2013, intimava alla Securpol Security il rispetto di quanto previsto nei procedimenti. Quanto accaduto è di particolare gravità, in quanto fa emergere il discrasie di appalti al massimo ribasso e di come alcune aziende operino nonostante regole accettate dalle stesse al momento della partecipazione dei Bandi di Gara. Da questo momento 17 unità con le rispettive famiglie sono a casa".