La domanda da un milione di…euro di Salvemini: ‘Cosa resta del finanziamento ottenuto da Lecce2015?’

‘Cosa resta di concreto, duraturo, tangibile alla comunità di questo lungo percorso oltre concerti, mostre festival? Un impianto di condizionamento finanziato con i soldi del Ministero’. Salvemini tira le somme di quello che è stato Lecce Capitale italiana della Cultura.

Quando qualcosa finisce si tira sempre un bilancio per vedere cosa è stato fatto e cosa si sarebbe potuto fare. Così è stato per Carlo Salvemini di Lecce Città Pubblica che ha voluto tirare le somme di quello che è stato Lecce Capitale italiana della Cultura 2015.  Un  premio di ‘consolazione’ voluto dal ministro dei Beni culturali e del turismo, Dario Franceschini per le cinque città sconfitte nella corsa a Capitale Europea della Cultura 2019 vinta come è ormai noto da Matera. Un milione di euro ciascuna per realizzare alcuni dei progetti messi a punto per l’ambita competizione. Un modo, insomma, per non perdere il lavoro fatto dalle finaliste bruciate dallo sprint della città dei Sassi.
 
L’anno è passato, ormai archiviato, il capoluogo barocco ha portato in scena molti eventi ed appuntamenti. Da qui i due quesiti di Lecce Città Pubblica, decisivi – come si legge sul sito ufficiale – per valutare il senso di questo lungo percorso, cominciato nel 2013 con la presentazione di Lecce per la candidatura a CEC2019 e chiusosi con il riconoscimento ottenuto dal MIBACT: «come abbiamo speso questo finanziamento straordinario e cosa resta di questa esperienza alla città?».
 
Per scoprirlo tocca partire dalla delibera n. 809 del 13 luglio 2015 con cui la giunta trasmette al Ministero le schede delle attività previste e programmate: un robusto cartellone di spettacoli e appuntamenti più una serie di interventi su alcuni dei nostri beni architettonici e monumentali finalizzati principalmente a migliorare l’accessibilità degli stessi, tema cruciale indicato tra le utopie del progetto messo a punto insieme ad Airan Berg. Il secondo passo è stato quello di chiedere ai settori cultura e lavori pubblici la rendicontazione delle attività svolte, anche per capire che percentuale è stata assegnata a ciascuna delle attività indicate nella destinazione del milione di finanziamento ricevuto.

Il risultato è stato il seguente:

  • circa 950.000 euro hanno finanziato il ricchissimo cartellone di eventi Lecce2015;
  • circa 52.000 sono serviti ad adeguare l’impianto di condizionamento del Teatro Paisiello, unico intervento realizzato tra quelli indicati nell’attività materiale T3.

Queste quindi le percentuali di utilizzazione di questo finanziamento straordinario e irripetibile tracciate da LCP: 95% per spesa in eventi, 5% per investimento materiale.
 
Cosa resta, quindi, di concreto, duraturo, tangibile alla comunità di questo lungo percorso oltre concerti, mostre, festivals, performances? La risposta prova a darla la stessa Lecce Città Pubblica… un impianto di condizionamento finanziato con i soldi del Ministero. E tanti nostri spazi pubblici ancora inaccessibili.
 
Secondo Salvemini, dunque, c’è una idea di “investimento culturale” in queste scelte che evidenzia l’ordine di priorità che spesso viene fissato quando bisogna decidere come impiegare le risorse pubbliche; che ribadisce la tendenza a considerare ogni spettacolo un evento, cioè un avvenimento di grande importanza e degno di memoria; che descrive bene un modo diffuso di associare impropriamente spettacolo e cultura.



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