Lecce ed il Salento patrimonio dell’umanità Unesco, Poli Bortone ‘un’occasione persa da dieci anni’

A riaccendere i riflettori sulla candidatura del barocco leccese e del Salento a patrimonio dell’umanità è un articolo de ‘Il Sole 24 ore’. Poli Bortone ‘È veramente una occasione persa da ben dieci anni’.

«Un fantasma si aggira per il Salento: la candidatura del barocco leccese e del paesaggio salentino nella lista dell’Unesco». Inizia con queste parole l’articolo de “Il Sole 24 ore” a firma di Mariano Maugeri sull’esclusione di questo lembo di terra dall’«Heritage», come recita il titolo, e su Lecce che giudica “caso da manuale al contrario”.
  
La prima e unica iscrizione alla tentative list dell’Organizzazione delle Nazioni Unite – come ricorda il quotidiano economico, nel breve excursus di quanto accaduto – risale al 2006, quando Adriana Poli Bortone era sindaco di Lecce. Da allora in nulla, se si escludono gli appelli di Wojtek Pankiewicz, presidente dell’associazione “Valori e rinnovamento” e di tutti coloro che, in questi mesi, si sono battuti per rendere Lecce e il Salento patrimonio mondiale dell'umanità e la candidatura del capoluogo barocco a capitale europea della cultura 2019, finita con la vittoria di Matera.  
  
«È veramente un’occasione perduta da ben dieci anni quella di entrare nella lista dell’Unesco – commenta Adriana Poli Bortone, presidente di IO Sud in Forza Italia – e dieci anni mi  sembrano un periodo più che sufficiente per portare avanti una concreta e organizzata progettazione culturale che avrebbe legittimamente potuto vedere Lecce  come centro e motore pulsante di una rete organizzata di eventi distribuiti nell’arco dell’intero anno su tutto il territorio salentino».
  
Secondo la senatrice ed ex sindaco di Lecce sarebbe bastato riprendere anche l’idea della Fondazione di Partecipazione mettendo insieme pubblico e privato per creare sul territorio economia e nello stesso  tempo riuscire ed individuare i parametri giusti ed  amministratori che abbiano la capacità di fare tutto questo. Amministratori, sottolinea,  che non perdano occasioni di investimento come la legge speciale sul barocco, inspiegabilmente inattiva dal 2006.



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