Loredana Capone: ‘Il Sud è una questione nazionale. Serve una visione strategica’

L’Assessore regionale supporta Renzi nel suo piano di riforme per il Mezzogiorno: ‘L’Italia è nord, centro e sud, e finché questi tre territori non saranno in sintonia allora non ci saranno mai limiti ai danni. Infrastrutture e promozione gli impegni principali’.

Il piano-Renzi per il Mezzogiorno sta diventando sempre più motivo di dibattiti non solo interni alla maggioranza, ma si sta imponendo in tutto il panorama politico nazionale.

Il premier dopo aver punzecchiato il Governatore della Regione Puglia Michele Emiliano, reo a detta dell’ex sindaco di Firenze di troppi piagnistei, il Presidente del Consiglio riceve il supporto dell’Assessore regionale Loredana Capone.  
Dice bene il presidente Renzi quando afferma che se il Mezzogiorno non parte, l’Italia non sarà mai un player europeo e internazionale – commenta l’esponente del Pd leccese. Perché l’Italia – prosegue – è nord, centro e sud insieme e finché questi tre lembi di terra non si saranno perfettamente integrati, allora, tutti noi non potremo fare altro che limitare i danni’.

Il focus dell’Assessore si sposta quindi sulla nostra regione: ‘In Puglia in questi anni abbiamo provato a colmare le differenze cercando di favorire nuove opportunità di sviluppo per l’economia del territorio. Dall’investimento sulla Banda Ultra Larga, agli incentivi ai grandi player che abbiamo attratto per investire da noi, ai bandi per le imprese innovative e le piccole e medie imprese che abbiamo stimolato a innovare. Abbiamo provato a immaginare interventi che potessero sfruttare le grandi potenzialità di questo tempo valorizzando, al contempo, le caratteristiche straordinarie delle nostre imprese. I risultati, come ci viene riconosciuto dall'Europa, sono sorprendenti.’

Ma tutto questo non basta per il sud del Sud che ancora soffre lacune importanti: ‘Dobbiamo intervenire tempestivamente su alcune opere, sulle infrastrutture, con un impegno di respiro nazionale. In Salento – continua la Capone – dal 2008 sulla linea Adriatica non ci sono più Eurostar (tutti dirottati sulla Tirrenica): gli unici treni che su quella linea ad Alta velocità possono viaggiare. Così arrivarci adesso è molto più difficile e i nostri sforzi per incentivare il turismo devono decuplicarsi.

‘È chiaro – chiosa – che in questo modo si restringe il margine di crescita di un territorio e anche l'impegno regionale operato per favorire l'incremento dei trasporti pubblici e ferroviari in particolare rischia di essere completamente depotenziato.

E' tempo, allora, di inserire nell’agenda di governo il Sud come questione nazionale perché riguarda oltre 23 milioni di cittadini che rivestono un ruolo determinante per lo sviluppo dell’intero Paese’.

Potremmo istituire una cabina permanente di regia tra le regioni del Mezzogiorno con un riferimento a livello centrale – propone l’Assessore di Via Capruzzi – individuare una quota minima d’investimenti pubblici nazionali ordinari da destinare alle aree meridionali del Paese. Potremmo, ancora, concertare con l’Unione Europea alcuni strumenti da adottare per attrarre investimenti industriali, rivedere le norme sul patto di stabilità per favorire prosecuzione degli investimenti già programmati, varare un piano a favore delle famiglie che vivono sotto la soglia di povertà, ridurre il carico fiscale e contributivo per le imprese nazionali ed estere che investono nel Sud; o ancora organizzare una serie di iniziative in Italia e all’estero di qualificazione delle competenze del capitale umano e di sostegno all’auto-imprenditorialità per i giovani che intendono restare sui territori di origine’, conclude Loredana Capone.



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