Nel giuramento del Presidente della Repubblica, un pensiero per i Marò

Nel primo messaggio alla Nazione del neo Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella anche un accenno alla delicata situazione dei due fucilieri di marina. Massimiliano Latorre ringrazia con un post su facebook

Mentre dal Gianicolo venivano sparati 21 colpi di cannone, Sergio Mattarella con la formula di rito «Giuro di essere fedele alla Repubblica e di osservare lealmente la Costituzione» è diventato ufficialmente il dodicesimo Presidente della Repubblica. Il primo Capo dello Stato del sud. Era arrivato a Montecitorio, mentre la campana suonava a festa, a bordo di una Lancia Thema blu con la bandiera tricolore sul cofano. Alla Camera è stato accolto tra gli applausi da Laura Boldrini e da tutto il Parlamento riunito in seduta comune. «Oggi mi sono vestito elegante», ha scherzato il premier Matteo Renzi che lo ha fortemente voluto, tanto da “mettere in crisi” il chiacchierato Patto del Nazareno con Silvio Berlusconi e Forza Italia.  
 
Il suo primo discorso alla Nazione, iniziato poco dopo le 10.00, è stato interrotto più volte dai fragorosi applausi che si sono levati dall’aula «Avverto pienamente la responsabilità del compito affidatomi, di rappresentare innanzitutto l’unità nazionale e quella costituita dall’insieme delle attese e delle aspirazioni dei nostri cittadini – ha detto il Capo dello Stato- Rappresenterò gli italiani da Nord a Sud».
 
Immancabile un accenno alla crisi che «ha inferto ferite e prodotto emarginazione, solitudine e tante difficoltà» alla lotta alla mafia – vecchia come quella che ha ucciso il fratello Piersanti e nuova- all'urgenza delle riforme, prima fra tutte la legge elettorale. Nel messaggio, durato poco più di 30 minuti il Presidente è riuscito a toccare tutti i punti  importanti – dalla disoccupazione galoppante al lavoro che manca, dalla violenza sulle donne ai diritti dei disabili, dalla crescita all’innovazione – assicurando che sarà un "arbitro imparziale" a patto che i giocatori lo aiutino "con la loro correttezza".
 
Un pensiero anche per i due Marò italiani «occorre continuare a dispiegare il massimo impegno affinché la delicata vicenda dei nostri fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone trovi al più presto una conclusione positiva con il loro definitivo ritorno in Patria».
 
Dopo aver ascoltato le parole del neoeletto Capo dello Stato, Latorre ha voluto esprimere la sua gratitudine in un post apparso sulla sua pagina facebook «Permettetemi di ringraziare il Neo eletto Signor Presidente delle Repubblica che oggi ci ha citato nel suo discorso di insediamento auspicando di poter aver l’Onore ed il piacere di potergli stingere la mano» ha scritto il militare pugliese sul social network.   
 
Ma il “grazie” si è esteso anche a tutti gli italiani che in questi mesi non hanno mai smesso di dimostrare il loro sostegno «Cari amici – ha scritto ancora il fuciliere di Taranto – voglio oggi, come sempre ringraziarVi per il costante calore di cui mi circondate. Ancora oggi mi sostiene ogni giorno sempre di più. Perdonate se non riesco a rispondere a tutti, ma spesso il tempo è tiranno anche in questo. Non passa giorno in cui non riceva manifestazioni di affetto da gente comune come noi che mi incontra per strada».
 
Il militare del San Marco sta continuando le cure post operazione al cuore nel capoluogo ionico e ha fatto un cenno alle sue quotidiane difficoltà: «E questo esser ricordati è un motivo in più per continuare ad affrontare questa difficile situazione a cui si aggiungono anche le problematiche sanitarie, ma sono consapevole di dover far fronte anche a questo e chissà per quanto altro ancora».
 
«Ci hanno commosso le parole del presidente Mattarella e l'applauso che tutta la platea ha riservato a Massimiliano e Salvatore. Speriamo che presto possa esserci un altro momento di commozione profonda per la risoluzione definitiva di tutta questa storia» ha detto all'Ansa, Paola Moschetti, compagna del fuciliere.  
 
Lasciata l'Aula, Mattarella ha passato in rassegna il picchetto d'onore e si è recato all'Altare della Patria per l'omaggio al Milite ignoto, mentre le frecce tricolori sorvolavano piazza Venezia. Infine l'arrivo al Quirinale per il passaggio di consegne e l'insediamento. Lì ad attenderlo c'era anche Silvio Berlusconi, "Mattarella non lo conosco ma mi sembra una brava persona", ha detto il Cavaliere, "Ha una bella immagine e il dono della concisione, che non guasta".